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mar 26 giu 2012 10:00 ~ ultimo agg. 00:00
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La nota stampa della CGIL di Rimini:

2 ORE DI SCIOPERO ultime due ore di lavoro del turno del mattino o del turno di lavoro

Anche alla Camera dei Deputati il Governo imporrà il voto di fiducia sulla legge di “riforma” del mercato del lavoro. E il Parlamento la voterà, nonostante il sindacato, la Cgil in primo luogo, e molte altre Parti Sociali abbiano definito questa legge sbagliata e controproducente.

2.700.000 le ore di cassa integrazione ( complessive ) utilizzate nella provincia di Rimini nei primi 5 mesi dell’anno , circa 400 le sospensioni nell’artigianato per circa 1.000 addetti 1.500 i posti di lavoro persi nel settore edile, la crescente disoccupazione ( erano 3.600 i lavoratori iscritti alle liste di mobilità al 31.12. 2011) e l’incognita stagione .

In questo scenario, la riforma del mercato del lavoro non ci aiuta nella crescita, nella tenuta sociale e in quella occupazionale. Questa riforma non solo farà arretrare i lavoratori sul piano dei diritti, ma non servirà neppure a produrre crescita e lavoro, viceversa procurerà un peggioramento della situazione:

Ad esempio per il territorio di Rimini il solo intervento sugli ammortizzatori sociali , con la crisi che cambia i presupposti del tessuto economico e con alcune migliaia di lavoratori/ci, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri, già alle prese con gli ammortizzatori sociali, è evidente che la riforma, che riduce le causali (vedi per la cassa integrazione straordinaria in caso di chiusura di impresa) e riduce gradualmente l’indennità di mobilità, non fornisce strumenti adeguati per affrontare le espulsioni temporanee o definitive dalle imprese;

oppure la mini-aspi, che sostituirà la disoccupazione a requisiti ridotti, che interessa localmente circa 14.000 domande, che vede allungare il periodo di lavoro a 13 settimane per potervi accedere e ridurre l’indennità e la contribuzione, non aiuterà a difendere i redditi ed ad aumentare i consumi;

C’è chi pensa che una diversa e più giusta riforma del lavoro sarebbe stata più adatta in un momento diverso da quello attuale, in una fase di espansione e non di crisi, di certo non è quello di cui il Paese ha bisogno in questo momento.

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