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USA. Esplosivo all'inaugurazione dell'albero di Natale: sventato attentato

In foto: Uno studente americano di 19 anni di origine somala, Mohamed Osman Mohamud, è stato arrestato ieri pomeriggio dall'Fbi a Portland, in Oregon, dopo che aveva tentato di compiere un attentato con esplosivo all'inaugurazione di un albero di Natale.
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sab 27 nov 2010 13:42 ~ ultimo agg. 00:00
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L’attentato era in realtà una trappola degli investigatori, che lo seguivano da tempo e che gli hanno fornito una finta autobomba telecomandata. Come riferiscono i siti delle tv americane, Mohamud, abitante a Corvallis, in Oregon, studente all’università dello stato, secondo gli inquirenti dall’agosto del 2009 era in contatto via email con una persona nella regione di frontiera nordovest del Pakistan, roccaforte dei talebani e di Al Qaida. Per l’Fbi, i due hanno usato un linguaggio in codice per discutere della possibilità per Mohamud di frequentare un corso di addestramento alla jihad in Pakistan. Nel giugno scorso un agente dell’Fbi sotto copertura ha contattato Mohamud spacciandosi per amico del suo contatto pachistano. L’agente e lo studente si sono incontrati a luglio e agosto a Portland. Il giovane ha raccontato di aver scritto articoli per un sito jihadista, ma di voler passare all’azione, organizzando un attentato. Per questo però aveva bisogno di aiuto.

L’obiettivo era l’annuale inaugurazione dell’albero di Natale a Portland. ”Voglio vedere sangue e pezzi di corpi – avrebbe detto -. Voglio che chiunque partecipi a quell’evento, se ne vada da lì morto o ferito”. Ieri, l’agente ha fornito a Mohamud un furgone bianco con dentro sei barili con micce, dicendogli che era un ordigno. I due lo hanno parcheggiato vicino all’albero di Natale di Portland. Un altro agente sotto copertura ha dato allo studente un telefono cellulare, che avrebbe dovuto far esplodere l’autobomba. Ma quando Mohamud ha fatto il numero per l’innesco, è stato arrestato. Il giovane è indagato per tentato uso di armi di distruzione di massa e lunedì sarà portato davanti a un giudice. ”La minaccia era reale”, ha detto l’agente dell’Fbi Arthur Balizan. ”La nostra indagine mostra che Mohamud era decisamente impegnato a compiere un attacco su vasta scala”. Il procuratore Dwight Holton ha però rassicurato che ”non abbiamo ragione di credere che persistano altre minacce relative a questo caso”. (ANSA)

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di Maurizio Ceccarini   
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