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Riccione Turismo

Bene i turisti esteri, stabili gli italiani. Il 2010 soddisfa gli amministratori

In foto: Resta la Germania il mercato turistico estero di riferimento per Riccione con 141.201 presenze (+2,5) e un tempo di permanenza di 6,6 giorni. Sono i dati relativi ai primi 9 mesi dell'anno che vedono un aumento dei 12,7% dei turisti oltre confine.
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dom 21 nov 2010 15:41 ~ ultimo agg. 00:00
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Dopo la Germania ci sono la Svizzera, con 66.477 presenze (+10,9), la Russia, 53.656 (+51,8) e l’Austria, 20.330 (-0,5). Una crescita dall’estero che bilancia il calo di arrivi dall’Italia.
Gli ultimi dati disponibili parlano comunque di un settembre con un numero di arrivi dall’Italia praticamente stabile rispetto al 2009 (+0,8) mentre gli arrivi dall’estero salgono a +16,6. Sul versante delle presenze: Italia -1,2% (per effetto, evidentemente, della contrazione del periodo di vacanza); estero +12,7%.
“Certo, il dato complessivo è la tenuta del mercato italiano – commenta l’Assessore al turismo Simone Gobbi – ma in un quadro di crisi pesante e generalizzata, che ha causato perdite anche pesanti in molte altre località balneari nostre concorrenti. Dall’altro lato però, assistiamo per settembre ad un aumento molto promettente, un più 12,7 per cento di incremento di presenze dall’estero. E’ la prova che stiamo comunicando in maniera corretta anche all’estero il posizionamento nuovo di Riccione. Questo ci spinge a concentrarci sempre più sugli interventi di promozione turistica già programmati per la prossima stagione, che ci vede molto impegnati sul versante dei Paesi Scandinavi, Gran Bretagna, area Benelux, Germania e Francia”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Sindaco Massimo Pironi: “La soddisfazione c’è, non lo nego, perchè tenere le proprie quote di mercato in periodo di grandi incertezze è comunque un buon risultato. Ma senza trionfalismi. L’obiettivo rimane quello della internazionalizzazione del nostro turismo. Ed è qui che abbiamo avuto buoni risultati, abbastanza in linea, del resto, con quelli della provincia. E’ un segnale che va inteso in senso positivo. E’ merito del lavoro fatto sulla città, in termini di strutture e servizi di standard sempre più vicini a quelli europei. Dall’altro lato bisogna dare atto agli operatori di una maggiore dinamicità, grazie anche allo strumento dei Club di prodotto. Mi sembra che i club di prodotto stiano investendo molto e bene, sia sul prodotto che sulle loro stesse capacità professionali”.

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di Redazione   
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