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Economia Provincia

Accordo Confindustria Cariromagna. Plafond da 200mln per le imprese

In foto: Confindustria Rimini e Cariromagna hanno sottoscritto un accordo che mette a disposizione 200 milioni di plafond per le piccole imprese. Tre gli ambiti strategici individuati: crescita dell’impresa, innovazione e internazionalizzazione.
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gio 25 nov 2010 17:36 ~ ultimo agg. 00:00
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Intanto, in un’analisi svolta da Impresa San Paolo, emerge la crescita dal 24% del 2000 al 42 del 2009 della quota dell’export riminese verso nuovi mercati. Anche se sono ancora poche le aziende riminesi che guardano all’estero.

La nota stampa

Confindustria Rimini e Cariromagna hanno sottoscritto un ulteriore importante accordo – che fa seguito a quello del 2009 – che mette a disposizione finanziamenti per 200 milioni di euro per assistere al meglio le piccole e medie imprese industriali romagnole nell’attuale fase congiunturale ancora difficile, ma certamente più orientata alla crescita e allo sviluppo.
L’accordo è stato siglato nella sede di Confindustria Rimini da Mario Formica, Presidente della Piccola Industria di Confindustria Rimini e da Franco Dall’Armellina, Direttore generale di Cariromagna, ed è poi stato illustrato ad una larga platea di imprenditori.
Il nuovo accordo conferma e prolunga gli strumenti attuati da quello precedente e disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento fino a 270 giorni delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing. Attraverso questi strumenti si è potuto dare, in 12 mesi, un riscontro positivo a oltre 50.000 richieste a livello nazionale e a quasi 1.000 richieste a livello locale.
L’accordo permetterà inoltre di valorizzare nuovi strumenti diagnostici e di simulazione studiati per agevolare il dialogo tra clienti e banca e per facilitare la bancabilità di aziende e progetti anche alla luce dei requisiti di Basilea, con la possibilità di migliorare il rating e quindi la capacità di credito delle imprese
Cariromagna mette a disposizione per le imprese del nostro territorio 200 milioni di euro di plafond specificamente destinati a interventi e investimenti nei tre ambiti strategici individuati insieme a Piccola Industria per rilanciare la competitività delle aziende italiane:
crescita dell’impresa con lo sviluppo di iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese, promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali
internazionalizzazione, aiutando le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del Gruppo.
innovazione con il finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università.
L’intesa riminese recepisce a livello locale l’accordo nazionale del 23 settembre tra Confindustria ed Intesa Sanpaolo, che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, segnando ancora una volta la forte collaborazione sui singoli territori tra il sistema confindustriale e il gruppo Intesa Sanpaolo che affida oggi il “sistema Italia” per quasi 500 miliardi di euro, dei quali circa i due terzi sono destinati al mondo delle imprese.

“Con la firma di questo Protocollo – spiega Mario Formica, Presidente della Piccola Industria di Confindustria Rimini – si consolida l’importante rapporto di collaborazione con Cariromagna Intesa Sanpaolo. Si tratta di un ulteriore passo per facilitare l’attività delle piccole e medie imprese in cui, va ricordato, si sviluppano e si tramandano i valori della nostra cultura imprenditoriale. La forza e le capacità che le contraddistinguono hanno permesso alle piccole e medie imprese di affrontare gli effetti della crisi internazionale, ma per risollevarsi e rilanciarsi, necessitano di essere sostenute ancora di più con il credito”.
“Abbiamo affrontato insieme la crisi. – commenta Franco Dall’Armellina – Non ci siamo mai tirati indietro e ciò è servito. La collaborazione con Confindustria ha permesso nella fase più difficile della recessione di mettere a punto interventi straordinari che si sono dimostrati molto utili. Le difficoltà non sono certo finite, ma oggi possiamo puntare anche su nuovi interventi più orientati alla crescita e allo sviluppo. Il plafond che oggi mettiamo a disposizione è un contributo in questa direzione”.
“Quest’accordo – aggiunge Dall’Armellina – offre uno strumento importante per valorizzare ancora di più il nostro rapporto con le imprese del territorio e per rafforzare il sostegno che Cariromagna a Rimini offre al tessuto produttivo locale. In particolare, ci aiuta a dialogare in modo più approfondito e chiaro sugli aspetti di valutazione del credito e dei business aziendali. Inoltre gli strumenti che questo nuovo accordo mette a disposizione sul fronte dell’internazionalizzazione vanno incontro alle esigenze delle imprese romagnole che guardano con crescente interesse allo sviluppo dei mercati esteri, dove molte di esse sono già fortemente operative.”

– LO SCENARIO ECONOMICO, L’ITALIA E L’EMILIA ROMAGNA
L’ITALIA
Nell’attuale e difficile scenario economico mondiale l’Italia rimane competitiva sui mercati
internazionali avendo perso negli ultimi dieci anni solamente lo 0,4% delle sue quote di
mercato. Meglio ha fatto solamente la Germania.
Questo risultato deriva dall’alta capacità delle imprese italiane di coprire un’ampia gamma di
manufatti e dall’elevato grado di diversificazione dei prodotti esportati, addirittura superiore a
quello che caratterizza Germania, Francia, Spagna e Cina.
A ciò ha giovato anche la forte diversificazione geografica, grazie agli sforzi compiuti dalle
imprese italiane nelle esportazioni, al punto che il dato italiano è vicino a quello tedesco e
superiore a quello di Francia, Cina e Spagna.
L’ingresso in nuovi mercati è stato determinante al punto che nel 2009 il peso complessivo
delle esportazioni italiane dirette verso i nuovi mercati è salito al 37,5% dal 27% del 2000.
L’EMILIA ROMAGNA E RIMINI
In questo trend si inserisce positivamente anche l’Emilia Romagna, la cui quota di export
nel 2009 verso nuovi mercati è salita al 37,8% dal 25,5% del 2000. Spicca la provincia di
Rimini salita al 42% dal 24,1% di nove anni prima.
Significativa la presenza delle imprese della regione sui mercati internazionali, tanto che la
loro tendenza verso l’export è superiore alla media italiana con il 37,8 contro il 25,4 dell’Italia.
In crescita anche Rimini che tuttavia si colloca su livelli inferiori (19,5%).
In questo contesto l’Emilia Romagna è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia,
nella proiezione internazionale attraverso l’FDI (Foreign Direct Investment) con 3.127 (dato
2008) imprese partecipate all’estero (erano 2.441 nel 2002) soprattutto nel settore
manifatturiero e nella distribuzione-logistica
Dall’altra parte l’elevato peso delle PMI (50.103), superiore alla media italiana nelle province
di Rimini, Reggio Emilia, Piacenza e Ravenna, che impiegano l’84% degli addetti della
regione (in linea con la media nazionale: 83,9%), frena gli investimenti nella ricerca. L’Emilia
Romagna è comunque la terza regione nel campo della R&S dietro la Lombardia ed il
Piemonte.
Analogamente al sistema Italia è ancora debole la patrimonializzazione delle imprese
emiliane e romagnole.