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Il professor Delpino presenta i suoi studi su Edoardo Brizio

Rimini

2 marzo 2010, 13:07

in foto: Proseguono gli incontri del ciclo "Le Scienze dell'Antichità nell'Ottocento. percorsi riminesi e romagnoli".

Venerdì alle 17, nella sede della Fondazione Carim in corso d’Augusto, il Professor Filippo Delpino, dirigente di ricerca presso l’Istituto di studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico del CNR , presenterà i propri studi sul piemontese Edoardo Brizio (1846-1907), del quale è recentemente ricorso il centenario della scomparsa.

La presentazione

Il Professor Filippo Delpino, dirigente di ricerca presso l’Istituto di studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), è il protagonista del quarto appuntamento del ciclo “Le Scienze dell’Antichità nell’Ottocento. percorsi riminesi e romagnoli”, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini con il patrocinio dell’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia Romagna.

Venerdì 5 marzo prossimo, a partire dalle ore 17 a Palazzo Buonadrata, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini (c.so d’Augusto 62, nel centro storico cittadino), lo studioso nato a Roma nel 1943 presenterà i propri studi sul piemontese Edoardo Brizio (1846-1907), del quale è recentemente ricorso il centenario della scomparsa.

Brizio, che compì gli studi classici a Torino e si formò a Pompei presso la Regia Scuola Archeologica, fu chiamato, nel 1871 a Bologna con l’incarico di redigere il catalogo del Museo Civico inaugurato in quello stesso anno e iniziando i rapporti con la nostra terra. Nell’agosto del 1872 Brizio si trasferì a Roma ove lavorò a fianco di Pietro Rosa presso la «Soprintendenza per gli scavi e i monumenti della provincia di Roma» della quale fu segretario. Nel 1874 soggiornò a lungo in Grecia, ove poté acquisire una conoscenza di prima mano dei monumenti ellenici. Costituita nel 1875 la «Direzione Centrale dei Musei e Scavi di Antichità» Brizio fu chiamato a farne parte con la qualifica di ispettore. Nell’autunno del 1876 si trasferì a Bologna, avendo vinto il concorso per la cattedra di archeologia di quella Università: da qui i suoi fecondi legami con la cultura antichistica e archeologica emiliana e romagnola. All’attività di docente unì, fra le altre, quella di direttore dei musei di antichità e, in seguito, degli scavi dell’Emilia-Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo. Delpino ha inteso, in tal senso, approfondire alcuni aspetti del forte impegno esplicato da Brizio per la tutela delle antichità in decenni in cui mancava una specifica legislazione in materia e pure occorreva salvaguardare alla storia e alla scienza tesori artistici e antiquari esposti al rischio dell’occultamento e della dispersione.

Filippo Delpino, nato a Roma nel 1943, è dirigente di ricerca del C.N.R. presso l’Istituto di studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico, è socio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, del Gruppo dei Romanisti, dell’Associazione di Studi «Vincenzo Campanari» ed è socio corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico.

I suoi interessi di studio, prevalentemente incentrati sull’archeologia protostorica dell’Etruria e del Lazio antico, sono andati via via allargandosi alla storia delle indagini archeologiche in Etruria, a quella della nascita e dell’organizzazione a Roma dopo il 1870 dei primi uffici centrali per la tutela delle antichità, all’approfondimento delle biografie dei protagonisti dell’archeologia romana fra Ottocento e Novecento. In questi specifici ambiti rientrano in particolare la progettazione della sezione espositiva sulla storia del Museo di Villa Giulia realizzata nel 1999 nell’ambito del nuovo allestimento del museo, il volume Cronache Veientane (1985) sulla storia delle ricerche archeologiche svolte a Veio fino alla metà dell’Ottocento e quello Le «Memorie di un Archeologo» di Felice Barnabei (1991) curato con M. Barnabei.

Tra altre attività è attualmente impegnato nell’elaborazione di un’ampia monografia sul tema Tutela delle antichità e museologia a Roma dopo il 1870.

Delpino è stato, inoltre, membro dei Comitati scientifici e organizzativi che hanno realizzato le Mostre Gli Etruschi e l’Europa (Parigi 1991; Berlino 1992), Principi Etruschi tra Mediterraneo ed Europa (Bologna 2000-2001) e l’Incontro di studi Oriente e Occidente: metodi e discipline a confronto. Riflessioni sulla cronologia dell’età del ferro italiana (Roma 2003), è autore di circa 120 pubblicazioni scientifiche a stampa.

www.fondcarim.it

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