martedì 22 gennaio 2019
In foto: Crescono gli infortuni sul lavoro in provincia di Rimini, a differenza di quanto accade in regione e nel resto d'Italia, dove il trend è negativo. Il 2006 si è chiuso, in base ai dati Inail, a quota 10.163 il 2,7% in più del 2005.
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ven 3 ago 2007 12:38 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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Un dato che conferma il trend di crescita che si registra già da un triennio. Impennata anche per gli infortuni mortali denunciati: ben 14 nel 2006 a fronte degli 8 del 2005 e dei 5 del 2004. Cinque i cosiddetti infortuni in itinere (nel tragitto casa – lavoro ) e cinque riguardano invece lavoratori extra comunitari, una delle categorie più a rischio. Dati che confermano alcuni dei principali problemi legati al territorio: il precariato e la mobilità. A contribuire all’elevato numero di infortuni in itinere sono poi la frammentazione produttiva e dei servizi, il sistema delle forniture esterne alle imprese, la produzione “giusto in tempo” che determina un uso intensivo dei mezzi di trasporto e delle strade e la mancata razionalizzazione delle aree produttive e di adeguati servizi ai lavoratori.

L’analisi settoriale evidenzia che il fenomeno si attenua in agricoltura e nell’industria, mentre le costruzioni, dopo il calo del 2005, hanno registrato 35 incidenti in più. In crescita, per il terzo anno consecutivo, anche il comparto dei servizi, più 3,5% rispetto al 2005.

“I dati sugli infortuni dovrebbero però migliorare nel 2007 – ci ha speigato Graziano Urbinati della Cgil – anche se ancora non ci sono numeri ufficiali.”
Per combattere questo fenomeno, oltre al Testo Unico approvato ieri in Parlamento, si sta lavorando a livello locale.
Per rilanciare la cultura del lavoro e della sicurezza la Cgil suggerisce di predisporre momenti di informazione attraverso ore aggiuntive di assemblee nei luoghi di lavoro per una maggiore sensibilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. In questa direzione si inserisce il protocollo sulla formazione dei lavoratori dell’edilizia ed extra comunitari firmato recentemente in provincia, “che però – ricorda Urbinati – deve diventare esigibile”.
Occorre poi, secondo il sindacato, il rilancio nella contrattazione aziendale, delle condizioni di lavoro e l’organizzazione del lavoro per cogliere le possibilità di miglioramento della qualità del lavoro, salute e sicurezza, per poter affrontare il governo contrattato del tempo, che rappresenta uno dei fattori di stress e di fatica più rilevanti.
I dati non tengono poi conto del sommerso, molto diffuso nel riminese, e delle mancate denunce. La Cgil ricorda infatti i casi di lavoratori che sotto ricatto datoriale denunciano una malattia anziché un infortunio.

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