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Bellaria. WWF contro idrovara per ripascimento. habitat marino a rischio

Bellaria

7 maggio 2007, 16:20

in foto: I lavori di ripascimento a Bellaria stanno causando danni seri all'habitat marino. La denuncia arriva da una nota del WWF di Rimini che pubblichiamo: Al largo di Bellaria sono in corso i lavori di ripascimento della sabbia del mare, onde rimpinguare le esili spiagge rimaste. Una nave, con una potente idrovora, risucchia dal fondo del mare tonnellate e tonnellate di sabbia di quella antica duna formatasi circa dodicimila anni fa con gli apporti sedimentari delle acque del fiume Po. Il fondo marino viene sventrato e risucchiato, in nome dell' economia turistica. Pesci, uova, conchiglie varie, vongole e gasteropodi di ogni specie, vengono distrutti; un habitat, che secondo le tradizioni dei pescatori è una riserva naturale di riproduzione del pesce, viene annientato e portato a riva. Una zona di ripopolamento della fauna ittica sta per scomparire, per essere portata sulla spiaggia, dove ai primi temporali e alle prime mareggiate, sarà riportata in mare, ma ormai priva di vita. Enormi quantità di denaro vengono spesi per questa più che discutibile operazione, nel silenzio generale, con le sole proteste inascoltate dei pescatori, di coloro che ben conoscono il mare e la sua vita. E con questo si aggiunge danno ambientale a danno ambientale. Dopo la massiccia urbanizzazione di tutta la nostra costa, dopo che negli anni del cosiddetto boom economico-turistico, si sono costruiti alberghi e condomini sulla spiaggia, dopo che si è costruito in maniera selvaggia, ora si piange perchè a causa della subsidenza e dei cambiamenti climatici le spiagge sono arretrate. A questo danno prodotto negli anni sessanta- settanta, oggi si aggiunge un altro danno, questa volta non più sulla linea di costa, ma dentro il mare. Piangeremo un domani per la mancanza di pesce, dopo che avremo distrutto il suo habitat? Piangeremo per i soldi spesi inutilmente, che ogni anno si devono ri-spendere, per una operazione di ben dubbia utilità ? Secondo noi ambientalisti sono altre, seppur più radicali, le strade da intraprendere, ma proprio perchè radicali e contrarie agli odierni stili di vita , trovano la resistenza di molti, i politici in primis, che sembra abbiano più a cuore la loro rielezione, che la difesa dell' ambiente. E ancora una volta dobbiamo constatare che anche in questo caso è stata scelta una soluzione ingegneristica e non naturaliustica. Il WWF chiede scelte diverse, perchè il rispetto dell' ambiente va a vantaggio di tutti, compresa l' economia turistica.

I lavori di ripascimento a Bellaria stanno causando danni seri all’habitat marino. La denuncia arriva da una nota del WWF di Rimini che pubblichiamo:

Al largo di Bellaria sono in corso i lavori di ripascimento della sabbia del mare, onde rimpinguare le esili spiagge rimaste. Una nave, con una potente idrovora, risucchia dal fondo del mare tonnellate e tonnellate di sabbia di quella antica duna formatasi circa dodicimila anni fa con gli apporti sedimentari delle acque del fiume Po. Il fondo marino viene sventrato e risucchiato, in nome dell’ economia turistica. Pesci, uova, conchiglie varie, vongole e gasteropodi di ogni specie, vengono distrutti; un habitat, che secondo le tradizioni dei pescatori è una riserva naturale di riproduzione del pesce, viene annientato e portato a riva. Una zona di ripopolamento della fauna ittica sta per scomparire, per essere portata sulla spiaggia, dove ai primi temporali e alle prime mareggiate, sarà riportata in mare, ma ormai priva di vita.
Enormi quantità di denaro vengono spesi per questa più che discutibile operazione, nel silenzio generale, con le sole proteste inascoltate dei pescatori, di coloro che ben conoscono il mare e la sua vita.
E con questo si aggiunge danno ambientale a danno ambientale.
Dopo la massiccia urbanizzazione di tutta la nostra costa, dopo che negli anni del cosiddetto boom economico-turistico, si sono costruiti alberghi e condomini sulla spiaggia, dopo che si è costruito in maniera selvaggia, ora si piange perchè a causa della subsidenza e dei cambiamenti climatici le spiagge sono arretrate. A questo danno prodotto negli anni sessanta- settanta, oggi si aggiunge un altro danno, questa volta non più sulla linea di costa, ma dentro il mare.
Piangeremo un domani per la mancanza di pesce, dopo che avremo distrutto il suo habitat? Piangeremo per i soldi spesi inutilmente, che ogni anno si devono ri-spendere, per una operazione di ben dubbia utilità ?
Secondo noi ambientalisti sono altre, seppur più radicali, le strade da intraprendere, ma proprio perchè radicali e contrarie agli odierni stili di vita , trovano la resistenza di molti, i politici in primis, che sembra abbiano più a cuore la loro rielezione, che la difesa dell’ ambiente.
E ancora una volta dobbiamo constatare che anche in questo caso è stata scelta una soluzione ingegneristica e non naturaliustica.
Il WWF chiede scelte diverse, perchè il rispetto dell’ ambiente va a vantaggio di tutti, compresa l’ economia turistica.

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