martedì 15 gennaio 2019
In foto: L’Ospedale “Infermi” di Rimini è il secondo in Italia per numero di angioplastiche primarie, cioè eseguite su pazienti colti da infarto miocardico acuto.
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mar 15 mag 2007 15:43 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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Nel 2006 sono stati 290 gli interventi eseguiti (erano 303 nel 2005), dietro soltanto al Sant’Orsola di Bologna (350). Il leggero calo – ha spiegato il dottor Piovaccari, primario della Cardiologia di Rimini – è dovuto alla maggior distribuzione degli interventi sul territorio: la Cardiologia di Cesena trasferisce una parte dei suoi pazienti alla Cardiologia di Forlì, dove sono state introdotte le angioplastiche primarie. I pazienti residenti nei Comuni della parte sub del comprensorio cesenate (Cesenatico, Savignano e Gatteo) sono tuttora inviati a Rimini con il 118”.

Piovaccari ha sottolineato che “aver raggiunto il secondo posto in Italia, quanto ad angioplastiche primarie è merito dell’organizzazione messa in atto da questa Azienda Sanitaria. Tra Cardiologia e 118 a Rimini è stato attivato un protocollo che consente l’accesso diretto dei pazienti infartuati, che arrivano in ambulanza, all’Utic (Unità di Terapia Intensiva Coronaria), di Rimini e del ‘Ceccarini’ di Riccione. In più il 118 ha anche la possibilità di trasferire immagini diagnostiche all’Utic. La rete dei servizi che afferisce a questa attività è molto forte, e molto motivati sono i 4 medici e gli 8 infermieri a ciò dedicati”. Gli altri pazienti accedono direttamente al Pronto Soccorso che immediatamente li invia in Cardiologia.

L’attività di angioplastica, cioè di “riapertura” delle coronarie otturate il più velocemente possibile, è stata attivata a Rimini dall’inizio dell’anno 1999. Dal 2001 si effettuano anche angioplastiche primarie, “ed è stato sempre più incentivato il sistema di rete che, ovviamente, coinvolge anche i medici di base. Il cui ruolo – continua il dottor Piovaccari – dovrà essere sempre più forte anche in quest’ambito”.

Quale sia l’importanza di tale pratica viene ben chiarito dal dottor Piovaccari: “La morte per infarto è ancora la più diffusa in Italia, e anche a Rimini. E quando le conseguenze di questa patologia non sono letali, spesso, purtroppo, lasciano il paziente in stato di disabilità”. Per questo è importante intervenire con l’angioplastica primaria entro i primi 90 minuti dall’insorgere dell’infarto: prima viene attivata la pratica e maggiori sono le possibilità di recupero del cuore, e quindi del paziente. Al contrario, più tempo la coronaria resta chiusa, e maggiore è la quantità di tessuto cardiaco che va persa.

Grazie alle metodiche utilizzate e soprattutto alla tempestività, a Rimini la percentuale di mortalità di pazienti con infarto miocardico acuto in cui si riesce ad effettuare l’angioplastica primaria è del 6,5 per cento, una delle più basse. Sempre nel 2006, a Rimini, sono state effettuate 1.599 coronarografie, 282 delle quali su pazienti non residenti in provincia di Rimini.

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