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Angioplastiche primarie. L’ospedale Infermi secondo in Italia

RiminiSanità

15 maggio 2007, 15:43

in foto: L’Ospedale “Infermi” di Rimini è il secondo in Italia per numero di angioplastiche primarie, cioè eseguite su pazienti colti da infarto miocardico acuto.

Nel 2006 sono stati 290 gli interventi eseguiti (erano 303 nel 2005), dietro soltanto al Sant’Orsola di Bologna (350). Il leggero calo – ha spiegato il dottor Piovaccari, primario della Cardiologia di Rimini – è dovuto alla maggior distribuzione degli interventi sul territorio: la Cardiologia di Cesena trasferisce una parte dei suoi pazienti alla Cardiologia di Forlì, dove sono state introdotte le angioplastiche primarie. I pazienti residenti nei Comuni della parte sub del comprensorio cesenate (Cesenatico, Savignano e Gatteo) sono tuttora inviati a Rimini con il 118”.

Piovaccari ha sottolineato che “aver raggiunto il secondo posto in Italia, quanto ad angioplastiche primarie è merito dell’organizzazione messa in atto da questa Azienda Sanitaria. Tra Cardiologia e 118 a Rimini è stato attivato un protocollo che consente l’accesso diretto dei pazienti infartuati, che arrivano in ambulanza, all’Utic (Unità di Terapia Intensiva Coronaria), di Rimini e del ‘Ceccarini’ di Riccione. In più il 118 ha anche la possibilità di trasferire immagini diagnostiche all’Utic. La rete dei servizi che afferisce a questa attività è molto forte, e molto motivati sono i 4 medici e gli 8 infermieri a ciò dedicati”. Gli altri pazienti accedono direttamente al Pronto Soccorso che immediatamente li invia in Cardiologia.

L’attività di angioplastica, cioè di “riapertura” delle coronarie otturate il più velocemente possibile, è stata attivata a Rimini dall’inizio dell’anno 1999. Dal 2001 si effettuano anche angioplastiche primarie, “ed è stato sempre più incentivato il sistema di rete che, ovviamente, coinvolge anche i medici di base. Il cui ruolo – continua il dottor Piovaccari – dovrà essere sempre più forte anche in quest’ambito”.

Quale sia l’importanza di tale pratica viene ben chiarito dal dottor Piovaccari: “La morte per infarto è ancora la più diffusa in Italia, e anche a Rimini. E quando le conseguenze di questa patologia non sono letali, spesso, purtroppo, lasciano il paziente in stato di disabilità”. Per questo è importante intervenire con l’angioplastica primaria entro i primi 90 minuti dall’insorgere dell’infarto: prima viene attivata la pratica e maggiori sono le possibilità di recupero del cuore, e quindi del paziente. Al contrario, più tempo la coronaria resta chiusa, e maggiore è la quantità di tessuto cardiaco che va persa.

Grazie alle metodiche utilizzate e soprattutto alla tempestività, a Rimini la percentuale di mortalità di pazienti con infarto miocardico acuto in cui si riesce ad effettuare l’angioplastica primaria è del 6,5 per cento, una delle più basse. Sempre nel 2006, a Rimini, sono state effettuate 1.599 coronarografie, 282 delle quali su pazienti non residenti in provincia di Rimini.

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