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Estorcevano soldi a gruppo di liceali. Arrestati 2 pregiudicati milanesi e minor

CronacaRimini

22 ottobre 2004, 19:26

in foto: E' finita con tre arresti la vicenda di estorsioni che, nell'estate scorsa, coinvolse un gruppo di minorenni: vittime, alcuni liceali riminesi. Nei guai una 17enne estone di cui si occuperà il tribunale dei minori di Ancona e due pregiudicati milanesi, arrestati ieri.

Tutto è iniziato con una pistola clandestina (a matricola brasa), che la polizia trovò in mano ad una minorenne estone, il 27 luglio scorso, alla stazione ferroviaria di Pesaro.
Da allora le indagini della Squadra Mobile di Rimini sono continuate per inquadrare l’episodio: ne emerse uno scenario inquietante, che aveva per protagonisti la ragazzina, un pregiudicato che l’accompagnava ed un gruppo di impauriti liceali riminesi, costretti a pagare fino a tremila euro per la propria serenità.
Dopo il ritrovamento della pistola, il secondo episodio cardine della vicenda avvenne il 2 di agosto: il pregiudicato che accompagnava l’estone, Nicola La Donna, 35 anni, venne arrestato in flagranza di reato: mentre cioè si faceva consegnare da un adolescente, in un bar nei pressi della stazione, mille euro. Da allora le indagini non si sono più fermate ed hanno toccato varie città della penisola, accertando fonti di prova ora al vaglio della Procura riminese: ieri il gip ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di La Donna, che si trova già in carcere, e di Giuseppe Magarelli, 25 anni, di Milano: quest’ultimo, oltre dei reati di estorsione aggravata, rapina, detenzione illegale di arma e ricettazione, dovrà rispondere anche di favoreggiamento per avere ospitato in casa La Donna.
Ultimo colpo di scena: dopo il sequestro di documenti, che al sodalizio criminale serviva per eludere le investigazioni, sono finiti nei guai per falsificazione due persone domiciliate a Rimini, di 45 e 57 anni, originarie rispettivamente di Bologna e di Matera. Gran parte della somma quantificata con le estorsioni è stata recuperata grazie alle perquisizioni domiciliari.

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