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Canoni demaniali: da Gambini (DS) una risoluzione contro l’aumento

Regione

22 ottobre 2004, 18:23

in foto: Ha raccolto l'adesione anche dei parlamentari del centrodestra la risoluzione presentata da Sergio Gambini per scongiurare gli aumenti dei canoni demaniali. La scadenza fissata dal Governo per aumentare le entrate delle concessioni al 300% é per il 30 ottobre.

L’iniziativa del parlamentare riminese ha trovato il sostegno del collega di An Antonio Pepe, che sottoscriverà la risoluzione insieme alla deputata dei comunisti italiani Pistone, mentre il presidente della commissione Giorgio La Malfa ha detto che il problema affrontato dalla risoluzione è “effettivamente molto grave, e meritevole di attenta considerazione”, suggerendo “di predisporre un emendamento al disegno di legge finanziaria”.
Gambini é intervenuto in commissione Finanze della Camera.
Il riassunto dell’intervento di Gambini: il deputato riminese, sollecitando i colleghi a varare “un intervento di carattere normativo per disporre la proroga”, poiché, ha spiegato, “un aumento automatico di tale portata determinerebbe una grave ingiustizia, dal momento che ci troviamo in presenza di un’evasione dagli obblighi di versamento dei canoni in misura pari al 50 per cento.
L’aumento dei canoni per questo graverebbe solo sugli operatori in regola, che puntualmente corrispondo i canoni dovuti”.

La risoluzione è uno degli strumenti parlamentari di indirizzo per il Governo, nel quale Gambini affronta anche il tema del valore dei canoni e del problema dell’evasione fiscale. Dice infatti il deputato: “il previsto aumento è basato sul presupposto che i proventi dei beni demaniali non siano commisurati al valore effettivo, ma in questo caso la rivalutazione dei canoni dovrebbe essere calibrata secondo le diverse tipologie di utilizzo e ai differenti regimi giuridici dei beni del demanio marittimo. La cui consistenza non è stata in molti casi aggiornata. Aggiornamento da conseguire mettendo a regime il Sistema Informativo del Demanio, che può dare maggiori entrate per lo Stato e per i Comuni, anche in considerazione del fatto che molti beni non risultano essere stati incamerati dallo Stato pur avendone le caratteristiche e in conseguenza di ciò ad essi non è applicabile il relativo canone né l’Ici”.

In questa situazione poco chiara – dice Gambini – dove il Governo interviene su una materia decentrata alle Regioni, e da queste viene contestato attraverso ricorsi, e in assenza di dati, cifre e controlli, Gambini propone la lotta all’evasione fiscale sugli arenili e non solo. “E’ necessario definire la quota dei canoni da assegnare al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con vincolo di destinazione al funzionamento del Sistema informativo del demanio marittimo.
Nello stesso tempo occorre individuare una quota dei canoni da devolvere alle Regioni, con vincolo di destinazione al finanziamento delle attività connesse con l’esercizio delle funzioni ad esse conferite in materia di gestione del demanio marittimo”.

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