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messa in fiera

Zuppi al Meeting: La comunione è la liberazione dalla tirannia dall'io

In foto: Il cardinal Zuppi al Meeting
Il cardinal Zuppi al Meeting
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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"Ringraziamo il Signore per questa domenica, per questi giorni, per l’incontro di ieri dove abbiamo accolto il Successore di Pietro che ci ha slegato da ciò che divide per legarci al Signore, alla grande messe di questo mondo e, quindi, tra noi". Con parole che risuonano del vibrante messaggio di Papa Leone durante la messa al Porto è iniziata l'omelia pronunciata dal cardinal Matteo Zuppi, Presidente della Cei ed Arcivescovo di Bologna al Meeting per l'Amicizia tra i Popoli, in corso alla fiera di Rimini

Il cardinale ha presieduto la messa che è stata concelebrata, tra gli altri, anche dal Vescovo di Rimini Monsignor Nicolò Anselmi.

"E ancora citando “non avete fatto del ‘Meeting’ una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini”. Nel mondo è così facile pensare di essere sicuri e di star bene chiudendosi in
enclave! Anzi, il Papa ci ha invitato tutti a usare la comunità come “un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà”, non per perdercisi ma per combattere l’inimicizia con l’amicizia. Papa Francesco vi chiese di aiutarlo nella conquista della pace in un mondo sempre più violento, e
questo chiede speranza. Chi entra al Meeting esce per amare tutti, a cominciare dai poveri, che richiedono la gratuità dell’amore".

Richiamando il titolo di questa edizione: "Quante esperienze, quanti fatti rivelano nell’ordinario il mistero che pure è sempre nascosto e ci aiutano a riconoscere nella vita di tutti i giorni questa forza che “move” e sazia la domanda di eterno e di infinito che tutti portiamo scritta nella nostra debolezza e caducità! Quanta gioia nello sperimentare che siamo affidati a questa Chiesa che è Madre, che raduna una famiglia, universale, tanto più preziosa in una stagione dove prevale l’insolente e pericolosa “cultura della potenza”, la Babele di “io” arroganti e
imprevedibili ma anche di “noi” chiusi e contrapposti ad altri noi! Lì trova tanto spazio il divisore e quindi la violenza”.

E ancora riprendendo l'enciclica del Papa: "L’humanitas è fatta per essere magnifica! Questa nostra Madre è anche affidata a ciascuno. Come
Giovanni, prendiamola con rinnovata passione nella casa del nostro cuore e della nostra vita, con l’originalità e la responsabilità di ciascuno, con l’interiorità indispensabile per arricchire la comunione! Gioisco, e gioisce la Chiesa tutta, per questa comunità che ha ricevuto un carisma di amore e che continua, nella ricchezza della sua storia, tutta, a “muovere” tanto amore, che significa incontri, storie, esperienze che generano l’amore di Dio nella storia. La comunione è liberazione dalla tirannia dell’io, che ha secolarizzato e ridotto la persona a individuo, facendogli credere di star bene affermando se stesso, possedendo, consumando, esaltandosi e finendo per distruggersi".

Zuppi ha condiviso anche una storia di dolore consolato dalla comunità: Nelle settimane scorse una vostra famiglia ha sperimentato la tragedia della morte improvvisa di un figlio di diciannove anni. Che consolazione essere sommersi di tanta amicizia umana insieme a tanta fede:
l’una aiuta l’altra, la rende credibile, umana e cristiana, luce che illumina quel buio terribile e definitivo!

Nell'omelia ha poi ripreso le parole di Giovanni Paolo II sul desiderio di felicità che dice la ricerca di Dio, di Giussani sul valore della comunione e sull'amore per Dio per concludere: "Pieni di questo amore camminiamo e cantiamo: “Ma non avere paura, non ti fermare mai, perché il mio amore è fedele e non finisce mai”. La festa sta per cominciare".

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