Vertenza ex Condor, nessun accordo
Uno storico tour operator riminese, fondato nel 1958 dall’imprenditore Stefano Patacconi, alle prese prima con una crisi poi con un passaggio di proprietà, al marchio Jump. E a pagare il prezzo per le traversie dell’ex Condor, oggi “Nuova Condor”, denunciano i sindacati, sono oggi principalmente i lavoratori: in esubero ne risultano 14 su 21.
Questa mattina davanti alla sede di Confcommercio, in occasione del tavolo sindacale per la gestione della crisi, c’è stato un presidio promosso da Filcams Cgil e Fisascat Cisl per chiedere il ritiro delle procedure di licenziamento. Ma, al momento, senza esito. Ed è proprio l’impugnazione del licenziamento la strada che i sindacati intendono intraprendere dopo l’incontro di oggi. Concluso con una firma di mancato accordo, spiegano, a causa della mancata disponibilità dell’azienda a discutere proposte alternative, come la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo pieno a part time e la revisione del piano di riorganizzazione.
“Siamo vicini a chi lavora, vicini a chi crea impresa e opportunità innovative nel settore principale dell’economia riminese, quello del turismo e dei servizi. Siamo a fianco di Cgil e Cisl, a quei lavoratori di ‘Nuova Condor’ colpiti da licenziamenti e da una ‘crisi aziendale’ che ha più il sapore di una tattica e una riorganizzazione che pagheranno i lavoratori, a fronte di un rilancio poco tangibile”. Anche il Pd riminese, attraverso la sua pagina Facebook, esprime il proprio sostegno ai lavoratori in odore di licenziamento. “Confidando nel buon esito delle trattative – si legge – il Pd Riminese sarà impegnato a fare la propria parte e non lasciare persone e famiglie da sole ad affrontare licenziamenti poco giustificati”.










