Elli (FI): Pd difende regime
Venezuela sotto attacco. Tutti i commenti della politica
In foto: l'attacco in Venezuela
di Redazione
Sab 3 Gen 2026 14:29 ~ ultimo agg. 19:16
L'attacco Usa al Venezuela con la cattura del presidente Maduro e della moglie, oltre a tanta preoccupazione per gli italiani presenti (vedi notizia) sta suscitando reazioni politiche molto forti. Anche a livello locale. I primi ad intervenire in maniere fortemente critica sulla decisione del presidente Trump sono stati il Pd del comune di Rimini e il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti. Potere al Popolo annuncia un presidio di solidarietà alla popolazione venezuelana per lunedì 5 gennaio a Rimini. Critico invece il segretario riminese di Forza Italia Raimondo Elli che contesta in particolare il Pd definendo "imbarazzante" chi si schieri "sostanzialmente in difesa di un regime illegale e antidemocratico come quello madurista".
Pd Rimini
Il Partito Democratico della Città di Rimini esprime la sua più ferma condanna per l'aggressione americana al Venezuela, un atto che rappresenta una palese violazione del diritto internazionale.
È inaccettabile che si utilizzi la forza per dimostrare il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente. Questo atteggiamento è contrario ai principi fondamentali della convivenza internazionale e mette a rischio la sicurezza e la stabilità globale.
La natura illiberale di un governo non può giustificare l'attacco a uno stato sovrano. Il diritto internazionale deve essere sempre rispettato ed applicato in modo equo e imparziale.
"Per noi del Partito Democratico, il rispetto del diritto internazionale e la difesa della sovranità degli Stati sono valori non negoziabili. Chiediamo quindi al Governo italiano di prendere posizione con fermezza contro questa aggressione e di lavorare per una soluzione diplomatica e pacifica della crisi. La pace e la stabilità nel mondo dipendono anche dalla nostra capacità di difendere i principi fondamentali del diritto internazionale.” afferma il Segretario Comunale PD Giacomo Gnoli.
È inaccettabile che si utilizzi la forza per dimostrare il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente. Questo atteggiamento è contrario ai principi fondamentali della convivenza internazionale e mette a rischio la sicurezza e la stabilità globale.
La natura illiberale di un governo non può giustificare l'attacco a uno stato sovrano. Il diritto internazionale deve essere sempre rispettato ed applicato in modo equo e imparziale.
"Per noi del Partito Democratico, il rispetto del diritto internazionale e la difesa della sovranità degli Stati sono valori non negoziabili. Chiediamo quindi al Governo italiano di prendere posizione con fermezza contro questa aggressione e di lavorare per una soluzione diplomatica e pacifica della crisi. La pace e la stabilità nel mondo dipendono anche dalla nostra capacità di difendere i principi fondamentali del diritto internazionale.” afferma il Segretario Comunale PD Giacomo Gnoli.
Marco Croatti (M5S)
Indipendentemente dall'opinione su Maduro – dittatore per alcuni, presidente legittimo per altri – la cattura di un capo di Stato sovrano da parte di una superpotenza straniera, con raid militare sul suolo nazionale, apre un precedente inquietante.
È l'esercizio di un potere assoluto, al di fuori del diritto internazionale: oggi tocca a un "narco-dittatore" accusato da Washington, domani potrebbe toccare a chiunque non piaccia al potente di turno.
Se applaudiamo questo, accettiamo che il mondo sia governato dalla legge del più forte, non dal diritto.
Meloni prenda subito le distanze e condanni l’attacco.
Raimondo Elli, Forza Italia Rimini
Troviamo decisamente imbarazzante che un esponente del PD riminese si schieri sostanzialmente in difesa di un regime illegale e antidemocratico come quello madurista. Invocare il ‘diritto internazionale’ ogni qualvolta uno stato occidentale colpisce, e con una operazione chirurgica che non causa vittime e danni civili, una dittatura para comunista e/o islamista e’ francamente grottesco da parte degli eredi politici di un leader che decenni fa, pur tardivamente, dichiarò di sentirsi più sicuro sotto l’ombrello NATO. E nel frattempo lo stesso partito, che ha per mesi coccolato i pro pal che bruciano bandiere USA e israeliane, non spende una parola e non muove un dito per difendere il popolo iraniano che scende in piazza contro un regime sanguinario, retrogrado, medioevale. Noi siamo per la pace, siamo pacifici ma non pacifisti. Siamo e saremo sempre dalla parte della libertà, contro ogni regime di sinistra e di destra, con i popoli che si battono per il loro futuro democratico e libero. La scelta quindi è tra l’occidente che garantisce anche a chi al suo interno lo combatte e lo critica la libertà di farlo, e i regimi che perseguitano chiunque vi si oppone, anche a mani nude.
Rifondazione Comunista
Rifondazione Comunista condanna senza se e senza ma il bombardamento del Venezuela da parte degli Stati Uniti e il rapimento del presidente Maduro. L'aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel paese. L'attacco di queste ore segue più di due decenni di destabilizzazione e terrorismo cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Chavez. Chissà se anche in questo caso verrà identificato l'aggressore per prendere le difese dell'aggredito...Come al solito le campagne mediatiche fabbricano il nemico e poi arrivano le bombe. Chiediamo che il governo e il parlamento italiani condannino l'aggressione imperialista nordamericana. Esprimiamo la nostra solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela Invitiamo alla mobilitazione per la cessazione immediata dei bombardamenti e la liberazione dei rapiti.
Potere al Popolo
Nella mattinata di oggi sono iniziate a diffondersi notizie allarmanti dal Venezuela, mentre con il passare dei minuti si chiarivano i fatti e le responsabilità: gli Stati Uniti d’America hanno lanciato un attacco militare coordinato contro la Repubblica Bolivariana, bombardando Caracas e infrastrutture strategiche e procedendo alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Per l’ennesima volta una potenza imperialista rovescia un governo legittimo, eletto, ma considerato nemico perché socialista, autonomo e deciso a difendere le proprie risorse naturali, riproponendo uno scenario già visto in Cile e in molti Paesi dell’America Latina, dove l’intervento diretto o indiretto degli apparati statunitensi ha spezzato processi democratici e popolari.
Chi, in Europa e in Italia, si riempie quotidianamente la bocca con la parola “democrazia” non può accettare né normalizzare un’operazione di questo tipo, che viola la sovranità di uno Stato riconosciuto, calpesta il diritto internazionale e mette a rischio la pace in tutta la regione. In questo quadro, le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che afferma di “seguire la situazione”, pongono un bivio politico molto chiaro: o il governo italiano è complice, sul piano diplomatico e politico, di un attacco militare contro un Paese terzo non confinante, colpevole solo di avere scelto un governo socialista e di possedere immense risorse energetiche, oppure è del tutto irrilevante in politica estera, incapace di alzare la voce di fronte a una palese aggressione. In entrambi i casi, di fronte a bombe, sequestri e violazioni della Carta ONU, un esecutivo che tace o balbetta è o *dannoso* o inutile.
Potere al Popolo, da sempre al fianco del processo di rivoluzione bolivariana e delle esperienze di emancipazione sociale in America Latina, si schiera apertamente con il popolo venezuelano, con la difesa della sua sovranità e contro l’imperialismo a stelle e strisce. Di fronte a questo atto di guerra, non è possibile restare spettatori: per questo chiamiamo in piazza le cittadine e i cittadini di Rimini per un presidio di solidarietà con il Venezuela, per la condanna dell’aggressione statunitense e per affermare il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro senza ingerenze, ricatti e bombardamenti. Il presidio si terrà nella giornata di lunedì.
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