Vecchi poveri o poveri vecchi. Un riflessione
L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
“La vecchiaia è una malattia incurabile, che viene trasmessa alla nascita”. Eppure, ormai troppo spesso, il termine vecchio viene utilizzato come un aggettivo dispregiativo, quasi fosse una colpa, del resto, l’acume non può essere onnipresente. Le aspettative di vita in Italia sono aumentate e siamo ai primi posti nel Mondo, tra gli 83 e gli 84 anni. Le aspettative di vita in salute sono diminuite a 58 anni. Le assunzioni medie di farmaci per gli over 65, indicano che il 30% assume più di 10 farmaci al giorno. Gli over 65 in Italia sono circa un quarto dell’intera popolazione, in progressivo aumento. Siamo tra i più anziani del Mondo. Purtroppo, siamo tra i primi anche nell’inverno demografico. L’articolo potrebbe già terminare, sono dati comprensibili e valutabili, indicano chiaramente le prospettive per il futuro.
Comunque, cercherò di sintetizzare le problematiche più evidenti, visto che prima o poi, salvo eventi drammatici ed imprevedibili, tutti quanti dovremo confrontarci con questi problemi, ed appare evidente, la necessità di interventi immediati. Questa è una delle emergenze, da abbinare alla sanità pubblica (che descriverò in un prossimo articolo), che appare ormai molto problematica per i cittadini, un solo esempio: la numerosità dei pazienti ed i carichi di lavoro dei medici di famiglia (MMG), che a mio modesto avviso, rendono questo tipo di assistenza a rischio dozzinale, molto prima che universale. Ritornando al tema dell’articolo, pongo solo tre domande, lasciando al lettore le risposte, che comunque, sono forse insite nelle stesse.
1) Il sistema pensionistico a ripartizione (brutalmente, le pensioni vengono pagate con i soldi di chi lavora, non ci sono accumuli personali dei versamenti effettuati) quanto potrà “resistere”, considerando il calo demografico e l’invecchiamento? Inoltre, le pensioni medie consentono a mala pena una vita dignitosa, quelle più decenti sono ancora falcidiate dal parziale blocco della perequazione. Le pensioni medie future, verosimilmente calcolate sul contributivo, con il lavoro che inizia in tarda età, spesso saltuario e precario, con salari medi vergognosamente scarsi, saranno sufficienti a sopravvivere?
2) Quanto potrà continuare l’elargizione più o meno gratuita di farmaci e cure, considerando l’aspettativa di vita in aumento, gli over 65 già vicini al 25% dell’intera popolazione, la diminuzione dell’aspettativa di vita in buona salute, il tutto condito con un debito pubblico estremamente elevato ed in significativo aumento?
3) Quanto potranno durare gli aiuti pubblici per il mantenimento di un anziano in una RSA, già difficilmente sostenibili, in considerazione alle previsioni di aumento del numero, tenendo conto che già oggi, una pensione media corrisponde a circa il 50% del costo di permanenza e assistenza in una RSA?
Concludo con un’osservazione ed alcune riflessioni. L’osservazione mi preme particolarmente, perché fino ad oggi, troppo poco spazio e quindi interesse è stato
dedicato a questa triste e vergognosa problematica. In generale, sono in significativo aumento le situazioni di violenza sugli anziani, inoltre, spero di cuore
non siano “la punta di un iceberg”, perché gli anziani hanno un’aggravante in più, ergo, molto spesso non hanno più la necessaria lucidità, o semplicemente “l’operatività”, neppure per DENUNCIARE, quindi , appaiono tra i più indifesi in assoluto. E’ quindi necessario prenderne coscienza ed aggiungerli ad ogni iniziativa contro la violenza di genere. Inoltre, credo siano auspicabili ulteriori organismi di controllo, ben oltre a quelli esistenti, formati anche da volontari, perché questo genere di violenza appare sottovalutata. Infine, auspico strutture ospitanti obbligate per legge a garantire elevata “privacy”, anche se gli anziani non sono più lucidi, in sostanza, anziché grandi spazi aperti con tanti letti, camerette, per garantire maggiore dignità. Del resto, sempre in generale, la violenza di genere può manifestarsi anche se non perpetrata fisicamente, con l’annullamento del rispetto e della dignità necessaria.
Tutte queste problematiche richiedono interventi IMMEDIATI, non rinviati nel tempo. Inoltre, con poca spesa, si potrebbero ottenere persino grandi risparmi di
denaro pubblico, migliorando anche la qualità della vita degli anziani, come già avviene in diversi paesi nordici, ma questo, appare solo il mio personale libro dei
sogni.
Tornerò a scrivere dopo le festività pasquali: Buona Pasqua a tutti i lettori.












