Ultimo giorno per il vertice su disagio giovanile e dispersione scolastica
In questi due giorni di dibattito, organizzati nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, alla presenza di 40 ministri europei dell’Istruzione e politiche giovanili, si è discusso anche sul ruolo che famiglia, associazioni di volontariato e strutture di assistenza sociale possono svolgere a sostegno dei sistemi scolastici.
Questa mattina, i ministri hanno visitato la comunità di San Patrignano, prima di aprire la sessione di chiusura dei lavori, che si è conclusa con una proposta da sottoporre al Consiglio di istruzione europeo per orientare il lavoro degli Stati membri nell’ area del disagio giovanile. Nel documento, si insiste sulla formazione anche al di fuori del sistema scolastico per fornire opportunità di nuovi percorsi al di là di quelli più istituzionali.
Attualmente in Italia uno studente su 4 iscritto alla scuola superiore non completa gli studi, mentre il fenomeno è più limitato alle elementari e medie.
Viviane Reding, Commissario europeo per l’istruzione e la cultura, ha dichiarato essere una priorità e un obiettivo possibile per l’Ue abbassare entro il 2010 al 5% la percentuale di chi lascia la scuola.
Volta pagina.
Mentre si avvia a conclusione il vertice dei Ministri, è positivo il bilancio anche per l’ordine pubblico: nessun incidente ieri ha accompagnato i cortei anti riforma Moratti accomunati dallo slogan ‘Il sapere non e’ in vendita” .
Ieri mattina hanno sfilato gli studenti; nel pomeriggio, subito dopo il convegno al teatro degli Atti sulla privatizzazione dei servizi, è toccato invece ai social Forum.
Nessuna “zona rossa” in città, dopo la rinuncia del ministro Moratti alla cena di gala al palazzo comunale dell’Arengo; anche piazza Cavour è rimasta aperta, così come i negozi e i bar: pieni di gente anche al passaggio del corteo. Nessun problema neppure quando dal corteo sono partiti quattro pomodori all’indirizzo della sede riminese del Cepu.












