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il femminicidio di Mulazzano

Udienza di convalida per Mario Bonifazi. Il black out tra il prima e il dopo

In foto: Bonifazi lascia la Caserma per il carcere (Adriapress)
Bonifazi lascia la Caserma per il carcere (Adriapress)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 1 min
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Una discussione per motivi esclusivamente economici, legati in particolare alla questione della casa, poi una sorta di vuoto dal quale è riemerso solo dopo il delitto, senza riuscire ancora a capacitarsi di quello che ha fatto. E' quello che ha raccontato oggi durante l'interrogatorio di convalida Mario Bonifazi, il 71enne in stato di fermo con l'accusa di avere ucciso l'ex moglie 63enne Tania Sperindio. Bonifazi, per quanto in uno stato ancora psicologicamente alterato, ha risposto alle domande del Gip cercando di ricordare i fatti, spiega l'avvocato Paolo Gasperoni che insieme al collega Federico Vici rappresenta il 71enne. "Ricorda il prima e il dopo", ma c'è quel black out in mezzo. E' comprensibile che in questo momento ci possa essere un rifiuto inconsapevole a ricordare quei particolari, spiega l'avvocato: "Ci vuole tempo perché possano emergere con chiarezza". Nel momento in cui si è reso conto che la scena dell'ex moglie morta era reale, Bonifazi ha chiamato le forze dell'ordine e si è dimostrato sin da subito calmo e collaborativo. 

Al termine del colloquio, durato un'ora, il Gip si è riservato la decisione. E' stato intanto affidato l'incarico per l'autopsia.

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