RIESUMATI I RESTI
Uccide il cane con ripetuti colpi alla testa: indagato un 60enne
In foto: la riesumazione
di Redazione
Ven 8 Mag 2026 17:57 ~ ultimo agg. 17:59
Avrebbe ucciso il proprio cane, un Labrador di circa 10 anni, colpendolo ripetutamente alla testa fino a provocarne la morte. Un uomo di 60 anni, residente in provincia di Rimini, è stato denunciato e risulta attualmente indagato per il reato di uccisione di animali. Per lui si prospetta una pena fino a tre anni di reclusione e una sanzione che può arrivare fino a 30mila euro. L’attività investigativa è stata condotta dalle Guardie Zoofile di Fare Ambiente – Nucleo provinciale di Rimini – a seguito di una segnalazione circostanziata giunta alla fine del mese di aprile, relativa a una possibile soppressione illecita di un animale domestico.
A partire dalle informazioni ricevute, gli operatori hanno avviato una serie di verifiche incrociate, concentrandosi in particolare sui dati dell’anagrafe canina. Proprio attraverso il riscontro del microchip è stato possibile risalire all’intestatario dell’animale e quindi all’abitazione dell’uomo. Una volta sul posto, le Guardie Zoofile hanno proceduto con gli accertamenti di rito. In un primo momento, il 60enne ha negato di possedere un cane. Tuttavia, messo di fronte alle evidenze documentali relative alla registrazione del microchip, ha modificato la propria versione, dichiarando che l’animale era morto per cause naturali a causa dell’età avanzata e che era stato successivamente seppellito nel giardino di proprietà.
A partire dalle informazioni ricevute, gli operatori hanno avviato una serie di verifiche incrociate, concentrandosi in particolare sui dati dell’anagrafe canina. Proprio attraverso il riscontro del microchip è stato possibile risalire all’intestatario dell’animale e quindi all’abitazione dell’uomo. Una volta sul posto, le Guardie Zoofile hanno proceduto con gli accertamenti di rito. In un primo momento, il 60enne ha negato di possedere un cane. Tuttavia, messo di fronte alle evidenze documentali relative alla registrazione del microchip, ha modificato la propria versione, dichiarando che l’animale era morto per cause naturali a causa dell’età avanzata e che era stato successivamente seppellito nel giardino di proprietà.
Su autorizzazione della Procura della Repubblica, è stata disposta l’esumazione dei resti del cane, eseguita dalle Guardie Zoofile, che hanno poi trasferito i resti al servizio veterinario per gli accertamenti necroscopici. L’esito dell’autopsia, eseguita dall'Istituto Zooprofilattico, ha ribaltato completamente la versione fornita dall’indagato. Secondo quanto emerso, la morte dell’animale non sarebbe avvenuta per cause naturali, bensì a seguito di un violento trauma cranico: il Labrador presentava gravi fratture al cranio e alla mandibola, compatibili con un forte colpo inferto deliberatamente. Un quadro che ha portato alla formalizzazione della denuncia nei confronti del 60enne, ora indagato per uccisione di animale. Gli elementi raccolti delineano un’ipotesi accusatoria precisa, sulla quale proseguiranno gli accertamenti dell’Autorità Giudiziaria.
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