Sport a Rimini
Angelini: "La Commissione Controllo svela il deficit di strutture omologate"
In foto: Matteo Angelini
di Icaro Sport
Ven 8 Mag 2026 17:30 ~ ultimo agg. 17:37
Ricevuto, pubblichiamo nota del Consigliere Comunale di Rimini Matteo Angelini.
"Si è conclusa oggi la Commissione II (Controllo e Garanzia) che ho richiesto per fare chiarezza sullo stato attuale e sul futuro dell’impiantistica calcistica riminese e dei suoi settori giovanili.
È stato un confronto serrato da cui è emerso un dato strutturale allarmante, certificato anche dal Presidente della LND Emilia-Romagna Simone Alberici: Rimini, con i suoi 150.000 abitanti, è assolutamente sottodimensionata per numero di campi da calcio a 11 omologati rispetto ai comuni limitrofi.
Arrivano buone notizie per quanto riguarda i campi di Via della Fiera (Promosport) e Torre Pedrera, dove sono previsti interventi per il rifacimento dei terreni in manto sintetico. Si tratta di lavori che vedremo consegnati nel 2027; resta da capire come verrà calendarizzato l’inizio dei cantieri in base alle esigenze di chi utilizza quei centri. Accogliamo queste novità con entusiasmo, ma non bastano a risolvere una situazione che ci vede in grande difficoltà rispetto ai comuni vicini, anche se tracciano finalmente la direzione da seguire con fermezza.
Il tema della Gaiofana, opera appena ripresa in mano dal Comune che verrà completata in due fasi e dove la prima parte dei lavori dovrebbe consegnare gli impianti di gioco ed il gruppo spogliatoi piccoli anche questi nel 2027, presumibilmente e realisticamente parlando, dopo l’estate. Su questo argomento non ho potuto tacere un aspetto fondamentale che era poi uno dei temi che la commissione II di controllo e garanzia aveva, ovvero la superficialità con cui l’Amministrazione si è lasciata sfuggire a dicembre 2024 l’imminente crisi che si sarebbe abbattuta sulla società Responsible e di conseguenza sulla Rimini Calcio che poi ha portato al blocco dei lavori della Gaiofana ed il conseguente contenzioso appena risolto. In commissione ho chiesto com’è sia stato possibile che il 19 dicembre 2024 il Comune consegnasse un appalto milionario e il futuro del calcio riminese a un soggetto che da tre giorni era già formalmente inadempiente verso i propri dipendenti e come, visto che la COVISOC se n'è accorta subito, perché il Comune non ha verificato la solidità del suo partner prima di dargli le chiavi di casa. Nessuna risposta…
Nel mio intervento di apertura poi ho posto un focus specifico su Corpolò, anche qui purtroppo sono mancate risposte concrete. Si tratta di un’opera che ha vissuto un limbo di un decennio, dal fallimento del privato che avrebbe dovuto compiere l’opera a quando il Comune di Rimini si è ricordato di avere una periferia di nome Corpolò che aspettava un centro sportivo da tanto tempo e ha deciso quindi di riprendere in mano il progetto con un salasso sui costi di realizzazione che, ovviamente, nel 2009 sarebbero stati di molto più rispetto al 2024. È evidente come l'estenuante attesa e l'incertezza burocratica stiano spingendo la storica società locale verso una rinuncia forzata. Ritengo che questo approccio dell'Amministrazione rischi di indurre il club a desistere dalla gestione totale dell'impianto per accettare un utilizzo 'ad ore', danneggiando inevitabilmente il legame con una periferia da sempre unita, a cui peraltro è stato chiesto di farsi carico della festa d’inaugurazione del centro a settembre 2025. Chiedere impegni gravosi per una struttura incompleta – dove i terreni di gioco andranno ripresi completamente ancor prima di aver visto correre il primo atleta – non significa venire incontro a una realtà storica del territorio. Mi chiedo, inoltre, come si possa ancora oggi pensare di creare nuovi centri sportivi senza prevedere almeno un terreno in sintetico, che sia il campo principale o quanto meno l'antistadio.
Emerge poi un paradosso inaccettabile: si trovano sempre risorse per i grandi eventi al Romeo Neri (come i concerti di Vasco Rossi), mentre lo sport di base agonistico è penalizzato da una 'tassa FIGC' tutta riminese. Si tratta di un balzello che ricade esclusivamente sulle società iscritte ai campionati FIGC — e non su chi svolge attività di promozione sociale — aggiungendosi ai costi di affitto dei campi. È un caso unico in tutta la Regione che grava pesantemente sui club.
Non si vada però in giro a dire che sono risorse utili a calmierare i prezzi per tutti: una realtà come la Promosport arriva a pagare circa 40.000 euro l'anno per un impianto in condizioni critiche, mentre nella vicina Cesena, per gestire un centro d'eccellenza come Villa Silvia e lo Stadio Manuzzi, il club professionistico locale paga una cifra quasi identica.
La finalità della commissione di oggi è stata pienamente raggiunta. Era da tempo che non si discuteva per ore di un argomento così sentito; mettere allo stesso tavolo dell’Amministrazione figure di alto profilo come il Presidente Alberici fa bene alla città e a tutto il movimento. In un colpo solo abbiamo dato dignità alla funzione della Commissione II e a un settore che a Rimini, dopo la scomparsa della prima squadra, sta vivendo un momento di estrema fragilità."
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