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con il libro di Delucca

'Tra pigmenti e mordenti'. Al Museo della Città un viaggio nella tintura antica

In foto: dalla locandina
dalla locandina
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 26 Feb 2026 10:21 ~ ultimo agg. 10:32
Tempo di lettura 3 min

Sabato 28 febbraio alle 16.15 alla Sala Arazzi del Museo della Città di Riimin è in programma l'evento “Tra pigmenti e mordenti”, organizzato dall'associazione culturale Imago Antiqua col patrocinio del Comune di Rimini. L'ingresso è libero.

Un viaggio nel mondo dei colori tra Quattrocento e Cinquecento, nel momento di passaggio tra Medioevo e Rinascimento, quando arte, scienza e artigianato si intrecciano nella pratica della tintura. L’incontro - spiegano i promotori - offrirà un approfondimento tecnico e storico sull’arte tintoria rinascimentale, a partire dall’analisi delle principali materie prime naturali: robbia, reseda, guado, allume e altre sostanze fondamentali per la produzione dei colori. Attraverso lo studio delle ricette tramandate nei trattati dell’epoca e il confronto con la sapienza empirica delle botteghe artigiane, verrà ricostruito il sapere che stava dietro ai tessuti e alle cromie che hanno segnato un’epoca.

la locandina

Relatore dell’incontro sarà Andrea Romito, studioso di tintura medievale, che guiderà il pubblico alla scoperta delle tecniche, dei procedimenti e dei significati culturali legati al colore nel Rinascimento. L’introduzione sarà affidata ad Andrea Carloni, Presidente di Imago Antiqua.

La seconda parte dell’evento approfondirà l’universo economico, sociale e culturale che ruotava attorno alla produzione e al commercio dei colori, con un intervento speciale dello storico Oreste Delucca, che presenterà "Il Guado. L'oro blu del Medioevo” (Panozzo Editore). Il guado, pianta cruciale per la produzione del “blu” in Europa è protagonista di importanti dinamiche commerciali e politiche. Al termine dell’incontro, i partecipanti potranno visitare un’esposizione dedicata alle fonti e ai materiali della tintura rinascimentale, che comprende: una copia anastatica del Trattato dell’Arte della Seta in Firenze (1489); il celebre Plictho de l’arte de tentori (circa 1540); una selezione di pigmenti grezzi e campionature di filati; ricostruzioni di indumenti del XV secolo tinti dal relatore secondo le indicazioni dei manoscritti originali.

la copertina

"Il Guado. L'oro blu del Medioevo” (Panozzo Editore).
Nella sua opera, Delucca si mette alla ricerca del guado, una pianta tintoria – un tempo ampiamente coltivata tra Romagna e Marche e oggi praticamente sconosciuta al grande pubblico – che per secoli ha colorato l’arte, il commercio e la cultura del continente europeo. Dalle grotte preistoriche alle vesti regali, dalle macine medievali ai primi procedimenti industriali, il guado (Isatis tinctoria) ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del colore. L'autore ci guida in un racconto avvincente e documentatissimo, che intreccia botanica, archeologia, arte, medicina, economia e costume: si scopre come il blu, un tempo marginale, sia diventato simbolo di nobiltà, spiritualità e potere e come l’“oro blu” del Medioevo abbia alimentato commerci, ispirato miti e trasformato paesaggi. Attraverso fonti d’archivio, testimonianze materiali e ricostruzioni storiche, il libro restituisce dignità e centralità a una pianta dimenticata, oggi riscoperta come emblema di sostenibilità e bellezza naturale.

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