Badante manesca risarcisce anziana che accudiva, il giudice la proscioglie
Era accusata dalla procura di Rimini di aver maltrattato una 87enne della Valmarecchia, affetta da demenza senile, della quale si sarebbe dovuta prendere cura. Una badante ucraina di 58 anni, residente nel Riminese, si trovava a processo davanti al gup di Rimini per una serie di comportamenti violenti avvenuti tra il luglio e il dicembre 2023 all'interno delle mura domestiche. Urla, strattoni, schiaffi al capo, calci e ginocchiate alla schiena documentati grazie alle telecamere installate all'interno dell'abitazione dai familiari dell'anziana, che avevano forti sospetti sul corretto comportamento della badante.
In aula il difensore della 58enne, l’avvocato Alessandro Buzzoni, ha cercato di ridimensionare le accuse nei suoi confronti, sostenendo che da parte della badante non ci sarebbe stato nessun maltrattamento abituale, né tantomeno la volontà di infliggere violenza. La donna, secondo il suo legale, avrebbe avuto semplicemente dei modi bruschi, probabilmente inadatti, nello svolgimento del lavoro di assistenza. Contestato, da parte della difesa, anche l'utilizzo dei video incriminati, in quanto realizzati in maniera illecita.
Il giudice, accogliendo in parte la tesi difensiva, ha riqualificato il fatto da maltrattamenti a percosse, reato quest'ultimo procedibile a querela di parte e non d'ufficio. A quel punto le parti hanno trovato un accordo per cui la badante ha risarcito i familiari dell’anziana con un alcune migliaia di euro in cambio della remissione della querela. Una volta ritirata la denuncia, ecco che il giudice ha disposto il proscioglimento della 58enne ucraina.












