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Borgo san Giuliano

Terrazzi e giardini abusivi. Tar rigetta ricorso di tre residenti

In foto: sullo sfondo il Ponte di Tiberio
sullo sfondo il Ponte di Tiberio
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Da inizio 2019 sono tre, l’ultima pubblicata ieri, le sentenze di rigetto del Tar nei confronti di ricorsi presentati da altrettanti residenti del borgo san Giuliano di Rimini contro un provvedimento di contestazione abuso avanzata dal comune.

In autunno undici residenti avevano ricevuto un’ordinanza di demolizione di alcuni manufatti, considerati ampliamenti abusivi degli immobili ed eseguiti in assenza di permesso di costruire. Ordinanza a cui i proprietari si erano opposti rivolgendosi al TAR.

Il contenzioso non è nuovo e riguarda i frontisti che hanno ricavato giardini o piccoli terrazzi sul retro delle case in una fascia privata adiacente al canale e risultano abusivi per un regio decreto del 1904 che fa riferimento ad una distanza minima dall’argine che dovrebbe essere di 5 metri.

Nei primi anni duemila – spiega l’amministrazione – venne rigettata una richiesta di condono per una di queste porzioni di terreno di un privato. Nel 2005 il privato impugna il diniego, inserendo nella contestazione anche il nome di una decina di vicini apparentemente nella stessa situazione che avevano in precedenza ottenuto l’autorizzazione al condono. Un’epoca in cui il trattamento della procedura di condono era stato esternalizzato dal Comune di Rimini (poi reinternalizzato nel 2008). La causa si protrae per 8 anni finché nel 2013 il giudice respinge il ricorso del privato e invita il Comune a verificare le pratiche di condono degli altri vicini citati. Da questa verifica emerge che buona parte di queste pratiche risultano viziate, in quanto mancanti dei necessari pareri dell’autorità di bacino e della Soprintendenza. Quindi anche questi condoni vengono annullati, attivando di conseguenza l’ufficio controlli edilizi per competenza e conseguenti provvedimenti. Le tre sentenze arrivate da inizio anno potrebbero a questo punto essere solo le prime.

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