Teatro Galli. Giovagnoli (Rimini Città d’Arte): serve ricostruzione filologica
“Nel caso del teatro riminese – spiega Giovagnoli a IcaroTv – la ricostruzione filologica è possibile: oltre la metà della struttura è ancora in piedi, inoltre ci sono tutte le indicazioni necessarie contenute in centinaia di fogli del Poletti e c’è anche il piano esecutivo.” Il Galli è poi un edificio relativamente recente (risale alla seconda metà dell’800) e fatto con materiale ancora utilizzati per la costruzione dei teatri.
Quella di Botta, secondo Giovagnoli, è quindi un’opinione personale così come le critiche alla ricostruzione della Fenice di Venezia che, dice l’esponente dell’associazione riminese, ha un valore estetico indiscutibile ed è sempre stato molto apprezzato.
Secondo Rimini Città d’Arte il problema del Galli è invece agli antipodi rispetto a quanto detto ieri dall’architetto ticinese: il progetto predisposto dal comune sarebbe infatti lontano dall’auspicato recupero filologico del teatro.
“Abbiamo sentito parlare – ricorda Giovagnoli – anche dell’utilizzo in alcuni punti del cemento armato”. Secondo l’esponente di Rimini Città d’Arte il compito di fare un po’ di chiarezza sull’adeguatezza del progetto sarebbe delle sovrintendenze che hanno rinviato al ministero. Competente però solo a fornire un parere.
“Si brancola nel buio e senza certezze” conclude Giovagnoli che continua a chiedere un ritorno al vecchio progetto Cervellati.
Attilio Giovagnoli interverrà lunedì mattina alla trasmissione Tempo Reale in onda sul Radio Icaro e IcaroTv dalle 9.15.
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