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Tassa soggiorno, verso la decisione. Sole 24 Ore: per Rimini, triplo di Irpef

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 24 Gen 2011 07:59 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:27
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L’approvazione del federalismo fiscale in cambio del sostegno al Governo. Le condizioni, in questi giorni, le Lega le ha espresse in maniera chiara. Una riforma complessa, che dovrebbe entrare in vigore dal 2014: tra i capitoli la nascita dell’imposta immobiliare unica che erediterebbe altre imposte come l’ICI, senza toccare comunque la prima casa; la cedolare fissa del 23% sugli affitti; la Tarsu, calcolata sul nucleo famigliare e non solo sui metri quadri; e il tasto più delicato per le città turistiche: la tassa di soggiorno, la cui applicazione sarebbe comunque facoltativa. Il Sole 24 Ore, che prende proprio Rimini come caso esemplare dopo le grandi metropoli, prova a fare due conti. Con una media di due euro e mezzo a presenza turistica, se per Milano si stima un indotto di 20 milioni l’anno, legato soprattutto al turismo business, a Rimini se ne stimano 16-17: oltre il triplo, ricorda il quotidiano economico, rispetto al gettito dell’Irpef. Rimini, su dati Istat del 2008, è il secondo comune italiano per numero di posti letto, con 68.217, dopo Roma (101.897) e davanti a Milano (48.626). Nella classifica dei posti letto, le posizioni dalla 7° all’11° sono occupate da Cervia, Cesenatico, Riccione, Bellaria e Cattolica.
Centri che quindi all’estensione della tassa di soggiorno anche ai comuni non capoluogo guardano tutti con attenzione, ma con interesse o preoccupazione a seconda dei punti di vista.

Il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di sette giorni dei termini per il voto del parere sul decreto del federalismo municipale, che inizialmente doveva essere esaminato dalla Commissione bicamerale entro il 28 gennaio.

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