Tassa di soggiorno. Lombardi (PDL) la difende, IDV la boccia
Ad accomunare i due interventi, la premessa che nuove risorse potrebbero arrivare da una più attenta gestione del patrimonio pubblico.
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L’intervento di Marco Lombardi (coordinatore provinciale PDL):
Come al solito, anche in questo caso alcuni “terroristi mediatici” della sinistra annunciano sfracelli per l’introduzione della odiata tassa di soggiorno.
Ho volutamente parlato solo di alcuni “terroristi mediatici” perchè anche a sinistra mi è sembrato scorgere alcuni ragionamenti più legati alla realtà e meno alla propaganda.
Partiamo dall’inizio.
Il federalismo fiscale è una riforma auspicata da tutti, ma dobbiamo sapere che come ogni riforma comporterà trasformazioni reali e culturali notevoli.
La porzione di federalismo di cui stiamo trattando è quello municipale che disciplina l’autonomia comunale in campo fiscale.
Il decreto legislativo in discussione, depositato nell’agosto scorso, non contempla la tassa di soggiorno, ma si limita semplicemente a prevedere che le risorse di cui oggi i comuni virtuosi (non quelli spendaccioni) hanno bisogno per fare il bilancio, non derivino da trasferimenti statali ma da tasse comunali principalmente sugli immobili, ovviamente a costo zero per i cittadini.
Si tratta di 9 nuove tasse comunali con cui i nuovi amministratori anche del Comune di Rimini si dovranno cimentare.
Tra queste 9 tasse non c’era la tassa di soggiorno introdotta da un recente emendamento sotto la spinta delle nostre Città d’arte (Venezia-Roma –Firenze).
La tassa di soggiorno è facoltativa, mentre le altre 9 no, ed è modulabile.
Una città come Rimini, quindi avrà davanti a se diverse opzioni.
Ad esempio, risanando il bilancio da sprechi e costose gestioni ideologiche del personale, si potrebbe semplicemente rinunciare alla applicazione della tassa.
Oppure la si potrebbe introdurre concordando con gli operatori di non scaricarla sul cliente ottenendo in cambio da una Amministrazione più credibile di quella attuale eventi o importanti modifiche di arredo urbano della città.
In ogni caso si tratta di risorse aggiuntive e facoltative rispetto allo schema proprio del federalismo municipale per cui non vedo alcuna preoccupazione tranne una.
Amministratori incapaci o abituati ad aumentare indiscriminatamente la spesa pubblica per costruire il proprio consenso sulle clientele e non sulla buona politica, sono sempre pericolosi quando hanno in mano la possibilità di tassare in più.
Ma fortunatamente i cittadini riminesi tra pochi mesi potranno scegliere da chi essere amministrati per i successivi 5 anni e quindi potranno fare la loro scelta tra coloro che le tasse le hanno sempre aumentate e coloro che hanno sempre provato a diminuirle.
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L’intervento di Mauro Montanari (ccordinatore provinciale IDV)
Tassa soggiorno. Sarebbe un vero e proprio Tsunami per l’economia Riminese
“Il ripristino della TASSA DI SOGGIORNO, la soluzione proposta dal Ministro per la Semplificazione Calderoli e avvallata dall’inquietante silenzio del Ministro del Turismo Brambilla, avrebbe lo stesso effetto di uno Tsunami sull’intera economia della provincia di Rimini.
Ogni riminese sa benissimo, da sempre, che la nostra provincia è legata a triplo filo con il settore turistico. Specialmente in questi momenti di difficoltà occupazionale, l’offerta lavorativa turistica ha avuto e continua ad avere un importante effetto di “ammortizzatore sociale” per le finanze di tante famiglie romagnole, oltre a generare lavoro per le imprese artigiane del territorio”
È quanto afferma il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori Mauro Montanari, che aggiunge:
La gravissima crisi che ancora ci attraversa richiederebbe una politica di incentivazioni adeguate al sostegno e rilancio delle attività turistiche invece di un ulteriore balzello che ne comprometterebbe seriamente la capacità competitiva.
Le strutture alberghiere italiane già fortemente penalizzate dall’avere l’IVA più alta rispetto alla concorrenza europea – il 10% contro il 7% della Spagna e il 5,5% della Francia – rischiano di trovarsi improvvisamente fuori mercato.
Questo è maggiormente vero per la nostra riviera Adriatica, dove 3 Euro di tassa di soggiorno puo’ significare aumenti dei listini dell’ordine del 10-15%.
Non possiamo pensare di trasformare le nostre strutture turistiche, caratterizzate da una cordiale accogllenza, in “odiosi esattori”
Noi dell’Italia dei Valori – conclude Montanari – riteniamo il ripristino della tassa di soggiorno un pericolosissimo “back to the future” di 30 anni, al momento della sua abolizione dopo aspre polemiche nazionali.
Invitiamo invece a recuperare risorse con fatti concreti, dicendo basta una volta per tutte agli enti e municipalizzate inutili, alle spese improduttive, allo spreco di denaro pubblico, e a concentrare il sostegno in settori, come il turismo, di primaria importanza per lo sviluppo economico sociale e culturale di tutto il territorio











