Target Service, stato di agitazione per 80 lavoratori dell'appalto Hera
FILCAMS CGIL Rimini, insieme alla sua Rappresentanza sindacale aziendale ha aperto lo stato di agitazione per i circa 80 lavoratori Target Sinergie impiegati nell’appalto Hera del “servizio clienti” di Rimini ed ha proclamato un primo pacchetto di 16 ore di sciopero..
La decisione deriva dal mancato raggiungimento di un accordo su elementi fondamentali della retribuzione e dell’organizzazione del lavoro.
Tali punti, spiega la FILCAMS, "costituivano per le lavoratrici e i lavoratori una soglia minima di equilibrio per garantire continuità organizzativa e stabilità delle condizioni di lavoro nella fase di transizione legata all’evoluzione della commessa.
Le modifiche unilateralmente prospettate dall’azienda, in particolare in materia di revisione di alcune indennità, risultano in aperto contrasto con quanto concordato nel percorso negoziale e con gli equilibri costruiti nel tempo all’interno dell’appalto. A ciò si aggiunge il fatto che la revisione delle indennità non determinerebbe alcuna revisione dei carichi e delle modalità di lavoro".
Lo stato di agitazione è inoltre determinato "dalla forte preoccupazione espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori rispetto alle ricadute operative derivanti dall’introduzione dei nuovi standard qualitativi (SLA) previsti dalla committente Hera nell’ambito della nuova gara di appalto dei servizi di customer care e back office. Il capitolato di gara, infatti, introduce standard di servizio e indicatori di performance particolarmente stringenti, finalizzati a stabilire tempi di risposta sempre più ridotti, con il pretesto di assicurare maggiore efficienza operativa e livelli di qualità elevati nelle attività di gestione delle richieste e delle pratiche dei clienti. Le nuove modifiche organizzative imposte porteranno nel giro di pochi mesi a turnistiche rigide e a forti limitazioni allo Smart Working e ai diritti connessi; tutto ciò al fine di incrementare eccessivamente la produttività a scapito della qualità del servizio".
L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha espresso "una netta contrarietà rispetto all’aumento delle pressioni organizzative e dei target produttivi, che verranno scaricati unicamente sul personale, senza un adeguato riconoscimento delle professionalità e senza una garanzia di mantenimento delle condizioni economiche esistenti".












