Taglio automedica Rimini. Snami: scelta fatta senza confronto e preavviso
“Affermare che si chiude un’automedica perchè manca personale in Ps” è “pretestuoso“. Lo Snami prende posizione sulla decisione dell’Ausl della Romagna che dall’1 gennaio ridurrà le automediche di Rimini e di Meldola (vedi notizia). “Rimaniamo estremamente contrariati da questa scelta che viene operata senza confronto e preavviso adducendo motivazioni di carenza medici. Ricordiamo che l’Ausl della Romagna ha deciso solo pochi mesi fa di tagliare i salari dei pochi medici dell’emergenza sanitaria territoriale che proprio avevano scelto di operare sulle automediche, e che ora sono alle vie legali con l’azienda proprio per questo“, dice il sindacato dei medici in una nota. “Abbiamo espresso inoltre grande perplessità rispetto la motivazione, dato che la programmazione dei fabbisogni e della formazione dei medici 118 non rientra tra le competenze della Regione Emilia-Romagna né nelle competenze dello Stato, ma è compito attribuito all’Azienda sanitaria almeno da 2005. Ogni anno, ogni azienda sanitaria avrebbe dovuto0operare la rilevazione dei fabbisogni e organizzare annualmente il relativo corso di idoneità all’Emergenza sanitaria territoriale“. E dunque, per lo Snami “sarebbe bene che chi e’ deputato a garantire e vigilare sui servizi sanitari, chiedesse conto a questa ed altre Aziende, delle deliberazioni attestanti i fabbisogni per tutte le tipologie di incarico e verificasse il numero di corsi che sono stati effettivamente svolti azienda per azienda negli ultimi 20 anni“.
E al contrario è inutile che le Aziende e la Regione “tentino di giustificarsi dinanzi l’opinione pubblica rispetto la carenza di medici. Per molti anni hanno scelto di fare pochi corsi, e di farli uno per più aziende, con un basso numero di operatori formati per ciascuna, hanno poi inserito criteri restrittivi estremi vietando a molti l’accesso alla formazione con incompatibilità non esistenti nelle leggi statali e unilateralmente determinate ed inserite a livello regionale“. L’assessore regionale alla Sabnità, Raffaele Donini, “ha rimosso tali blocchi ma i corsi sono partiti tardi e quattro di questi sono appena partiti (mentre avrebbero dovuto finire a dicembre, e non iniziare). Abbiamo chiesto di attivare immediatamente nuovi bandi per il 2023 e di partire immediatamente, anche in ragione dei nuovi medici specializzandi arrivati in regione nel mese di novembre a seguito del concorso nazionale“.












