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Erano rimasti bloccati a Dubai

Studenti rientrati: "Esperienza che cambierà la nostra visione delle cose"

In foto: La funzionaria del Ministero che ha accolto i ragazzi all'arrivo a Malpensa
La funzionaria del Ministero che ha accolto i ragazzi all'arrivo a Malpensa
di Serena Saporito   
Tempo di lettura 3 min
Mer 4 Mar 2026 12:40 ~ ultimo agg. 13:06
Tempo di lettura 3 min

Mentre l’escalation in Medioriente va avanti e i raid arrivano a toccare anche l’Europa, sono tornati a casa a Rimini, a tarda notte, ieri, dopo essere atterrati in serata a Milano, i quattro studenti riminesi che erano rimasti bloccati a Dubai. Per le loro famiglie anche quella del ritorno è stata una giornata ad alta tensione.

E' stato un viaggio di rientro emozionante per i ragazzi in volo, cantando l'inno d'Italia come mostrano i numerosi video postati sui social. Pieno di apprensione, invece, per le famiglie che li aspettavano a terra e che hanno monitorato, con le app, il tragitto dell’aereo per ore. Fino allo sciogliersi della tensione, quando finalmente intorno alle 20.30 si sono aperte le porte del gate B dell’aeroporto di Malpensa. Dove ad attendere i duecento ragazzi del progetto "L’ambasciatore del futuro", in arrivo da Abu Dhabi, c’era anche uno stretto cordone di polizia, che li ha scortati all’uscita e una folla di giornalisti.

Subito prima i ragazzi erano stati accolti da una rappresentante delle autorità, una funzionaria del Ministero dell'Istruzione, accompagnata da responsabili della protezione civile, che ha voluto dare loro un messaggio. "L'unità di crisi della Farnesina - ha detto la funzionaria - non ha lesinato alcuno sforzo per darvi una mano. Vi ha incontrato il console generale Edoardo Napoli, un mio collega. Volevamo farvi vedere che lo Stato italiano era con voi". 

Del gruppo facevano parte anche quattro studenti riminesi delle superiori, del liceo Cesare-Valgimigli e dell’istituto Valturio. Che per giorni hanno vissuto la paura degli allarmi anti missile e sentito i boati poco distanti da loro, alloggiati in due hotel a poca distanza dall’aeroporto di Dubai, colpito più volte in questi giorni dai missili provenienti dall’Iran. Un’angoscia indescrivibile per le famiglie, che per fortuna non hanno mai perso i contatti tramite WhatsApp coi loro figli.

Un’esperienza, nonostante tutto, di cui Marta, studentessa del liceo classico Giulio Cesare di Rimini, con cui siamo stati in contatto in questi giorni, è intenzionata a fare tesoro. "Quando siamo arrivati non ci sembrava vero. Era tutto così strano. I carabinieri e la polizia hanno fatto un po' un muro per farci passare. Io considero comunque questa esperienza, seppur difficile, come positiva. Per quanto possa essere stato difficile anche gestire le emozioni, comunque vivere a sedici anni un'esperienza di questo tipo può cambiare la nostra visione delle cose: magari non restare più in silenzio davanti ad altre cose che ci capiteranno nella vita". 

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