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Studente "esiliato" dai bus. La lettera di un papà di Montescudo

In foto: immagine di repertorio
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di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 11 Feb 2026 15:36 ~ ultimo agg. 15:42
Tempo di lettura 2 min

Un ritorno da scuola che è una vera e propria odissea. E' quella che denuncia un papà, lettore di Newsrimini, che ha inviato in redazione una mail che pubblichiamo, in cui racconta la situazione vissuta dal figlio studente.

"Scrivo per denunciare una situazione che definire insostenibile è poco. Mio figlio frequenta le superiori a Rimini, ma tornare a casa a Montescudo è diventato un calvario quotidiano che dura da ormai due anni. Il sistema delle coincidenze tra la linea 27 e la linea 170 è totalmente fallimentare:

Lunedì, mercoledì e venerdì: la coincidenza all'Arco di Augusto salta sistematicamente perché il bus urbano resta imbottigliato nel traffico.

Martedì e giovedì: con l'uscita alle 14:25, il rientro a casa è tecnicamente impossibile. Dovrebbe cambiare tre autobus e sperare di arrivare per le 16:30.

La nostra realtà quotidiana è questa: per non lasciarlo a piedi in mezzo alla strada, mio figlio è costretto ogni giorno a raggiungermi sul mio posto di lavoro a Villa Verucchio. Passa i suoi pomeriggi lì, aspettando che io finisca di lavorare la sera per poter finalmente tornare a casa a Montescudo e iniziare a studiare.

In tutto questo, io sono costretto a interrompere il mio lavoro, annullare appuntamenti con i clienti e scappare per recuperarlo quando le coincidenze saltano (come accaduto anche oggi!), con un danno economico e professionale pesantissimo.

È vergognoso che nel 2026, nonostante le PEC inviate e le rassicurazioni telefoniche da parte di Start Romagna, non si riesca a garantire un ritorno a casa dignitoso a uno studente dell'entroterra. Non chiediamo privilegi, chiediamo che i trasporti vengano pianificati guardando gli orari delle scuole e non solo i grafici su carta.

Spero che questa denuncia pubblica serva a sbloccare l'indifferenza di chi gestisce la nostra mobilità"

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