controlli più severi
L'educazione parentale coinvolge 50 famiglie. In arrivo nuove regole dal MIUR
In foto: pexels
di Redazione
Mer 11 Feb 2026 14:25 ~ ultimo agg. 14:33
Sono circa 50 le famiglie riminesi che quest’anno hanno scelto l’educazione parentale. Un dato stabile, leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, che arriva proprio mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito introduce nuove disposizioni e controlli più stringenti per chi decide di non iscrivere i figli a scuola.
Le nuove Linee guida nazionali chiariscono che la scelta dell’istruzione parentale deve essere comunicata a inizio anno scolastico, in fase di iscrizione, accompagnata da una dichiarazione sulla capacità tecnica o economica della famiglia di garantire un percorso adeguato. Viene inoltre ribadito che il passaggio all’educazione parentale non può avvenire in corso d’anno, se non in casi eccezionali e motivati.
“È un aggiornamento importante — commenta la vicesindaca Chiara Bellini — perché introduce maggiore chiarezza e responsabilità. L’educazione parentale è una possibilità prevista dalla legge, ma richiede competenze, continuità e un forte impegno da parte delle famiglie. In questi numeri ci sono situazioni molto diverse, bisogni particolari. Nella normativa viene sottolineato non solo il livello di istruzione dei genitori, ma l’importanza di un progetto didattico serio, verificabile e adeguato, coerente con le indicazioni e le linee guida nazionali . Le nuove Linee guida aiutano a evitare utilizzi impropri e garantiscono che ogni bambina e ogni bambino ricevano un percorso educativo adeguato e verificabile.”
Il Comune sottolinea come il monitoraggio del fenomeno sia costante, in collaborazione con scuole e servizi educativi. “Il nostro obiettivo — aggiunge Bellini — è accompagnare le famiglie, sostenere le scuole e garantire che ogni percorso educativo, anche quando avviene in ambito domestico, rispetti il diritto allo studio e gli standard previsti dalla normativa. L’istruzione è un bene pubblico e va tutelata in tutte le sue forme.”
Le nuove Linee guida nazionali chiariscono che la scelta dell’istruzione parentale deve essere comunicata a inizio anno scolastico, in fase di iscrizione, accompagnata da una dichiarazione sulla capacità tecnica o economica della famiglia di garantire un percorso adeguato. Viene inoltre ribadito che il passaggio all’educazione parentale non può avvenire in corso d’anno, se non in casi eccezionali e motivati.
“È un aggiornamento importante — commenta la vicesindaca Chiara Bellini — perché introduce maggiore chiarezza e responsabilità. L’educazione parentale è una possibilità prevista dalla legge, ma richiede competenze, continuità e un forte impegno da parte delle famiglie. In questi numeri ci sono situazioni molto diverse, bisogni particolari. Nella normativa viene sottolineato non solo il livello di istruzione dei genitori, ma l’importanza di un progetto didattico serio, verificabile e adeguato, coerente con le indicazioni e le linee guida nazionali . Le nuove Linee guida aiutano a evitare utilizzi impropri e garantiscono che ogni bambina e ogni bambino ricevano un percorso educativo adeguato e verificabile.”
Il Comune sottolinea come il monitoraggio del fenomeno sia costante, in collaborazione con scuole e servizi educativi. “Il nostro obiettivo — aggiunge Bellini — è accompagnare le famiglie, sostenere le scuole e garantire che ogni percorso educativo, anche quando avviene in ambito domestico, rispetti il diritto allo studio e gli standard previsti dalla normativa. L’istruzione è un bene pubblico e va tutelata in tutte le sue forme.”
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