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Mei guai un 40enne

Streaming illegale dal riminese. 120 clienti scovati dalle Fiamme Gialle

In foto: streaming
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di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 20 Feb 2026 09:34 ~ ultimo agg. 21 Feb 09:12
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Era nel riminese uno dei centri italiani dello streaming illegale. Le attività investigative coordinate dalla Procura di Bologna ed eseguite dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma hanno permesso infatti di individuare e segnalare numerosi “clienti” di servizi pirata messi a disposizione da un cosiddetto reseller, un 40enne residente nel bellariese. Analizzando i numerosi flussi finanziari e tracciando i pagamenti bancari e le ricariche di carte prepagate a beneficio del rivenditore riminese sono state identificate 120 persone che avevano fruito in modo illecito di contenuti a pagamento ad un prezzo molto contenuto rispetto agli abbonamenti ufficiali. I clienti, residenti in 60 differenti province italiane, versavano un importo mensile per l’acquisto dei servizi illegali che dava accesso ai palinsesti delle principali piattaforme di pay-TV, come Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e Prime Video. Tra i sanzionati emerge un’importante polarizzazione degli utenti finali nel territorio romagnolo, anche perché il fenomeno illecito viene spesso promosso mediante passaparola e diretta conoscenza e non soltanto su internet o social. Di ogni età ed estrazione sociale i clienti coinvolti: tra i 20 e i 70 anni, lavoratori dipendenti, liberi professionisti e pensionati. Nessuno ha presentato ricorso. Nei loro confronti la Guardia di finanza ha ora contestato violazioni amministrative in materia di tutela del diritto d’autore, con sanzioni da 154 euro fino a 5.000 nei casi più gravi e di recidiva. 

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