Indietro
menu
Querelle nata nel 2014

Stop alle cabine abusive: il TAR conferma la demolizione allo stabilimento 32

In foto: la spiaggia riminese dall'alto
la spiaggia riminese dall'alto
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

Nuova stretta del Comune di Rimini contro l'abusivismo sul demanio marittimo. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha confermato la legittimità dell’ordine di demolizione emesso dall’amministrazione contro le opere abusive dello stabilimento balneare 32 sul Lungomare Murri. La vicenda nasce da un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale nel 2014,che aveva fatto emergere una situazione radicalmente diversa da quella autorizzata nell'ormai lontano 1971. In sostanza, invece delle 30 cabine previste, i tecnici ne avevano censite ben 41, disposte in un unico blocco continuo anziché in piccoli gruppi separati, con un aumento della superficie coperta da 96 a 121 metri quadrati. Tra le irregolarità più gravi, anche la presenza di una cabina di direzione in calcestruzzo di 12 metri quadrati, completamente inesistente nei titoli edilizi originari. La società concessionaria aveva però impugnato il provvedimento sostenendo che la presenza delle cabine fosse ormai "legittimata" dalla loro rappresentazione cartografica nei vari Piani dell'Arenile approvati dal Comune negli ultimi decenni. Una tesi difensiva però bocciata dai giudici amministrativi. Secondo la sentenza, la semplice rappresentazione su mappa non equivale a una sanatoria: i piani urbanistici descrivono lo stato di fatto ma non possono "sancire diritti non ottenuti legalmente". Gli interventi, secondo i Giudici, non possono essere valutati singolarmente come "piccole modifiche", ma vanno considerati nel loro insieme come una "nuova costruzione" eseguita in difformità, che ha trasformato stabilmente l'assetto della zona. Non può esserci "legittimo affidamento" quindi di fronte ad abusi edilizi evidenti, specialmente quando i piani stessi specificano di non voler sanare situazioni irregolari. Il ricorso è stato dunque rigettato, rendendo esecutivo l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi. La rimozione delle opere è considerata funzionale ai progetti di riqualificazione del "Parco del Mare", che prevedono la riduzione delle superfici coperte sull'arenile.
.

Altre notizie