Indietro
menu
il consuntivo degli sforamenti

Smog: il 2025 a Rimini è stato un anno meno grigio ma il problema resta

In foto: repertorio (Newsrimini)
repertorio (Newsrimini)
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura 2 min
Lun 5 Gen 2026 11:28 ~ ultimo agg. 6 Gen 08:37
Tempo di lettura 2 min

Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi dal punto di vista dello smog: a Rimini ci sono stati due sforamenti il 2 e 3 dicembre con valori di 60 e 53 microgrammi per metro cubo (rispetto a un limite di 50). Il 2025 si è chiuso invece con numeri ridotti quanto agli sforamenti: 16 complessivamente per la centralina Arpae di Rimini Flaminia, appena 9 per quella Rimini Marecchia. Numeri decisamente ridotti rispetto a quelli del 2024: 40 sforamenti per Rimini Flaminia, quindi sopra il limite previsto di 35 sforamenti in un anno, e 32 per Rimini Marecchia. Nel 2023 gli sforamenti delle due centraline erano stati rispettivamente 34 e 20. 

Numeri, a loro volta, ben lontani da quelli di venti anni fa: nel 2005 a Rimini furono 63 gli sforamenti sia per la centralina del Parco Marecchia che per quella in via Flaminia. E con valori decisamente più alti: sforare i cento microgrammi per metro cubo oggi è un evento sporadico, all'epoca era frequente. Un trend su cui hanno influito diversi fattori, a partire dalle tecnologie di riscaldamento più moderne e dal graduale rinnovo del parco auto in questi venti anni. Ma che si possa parlare di problema risolto non è proprio il caso: il Pm10 non è l'unico indicatore dello smog, e la Pianura padana resta una delle aree con l'aria peggiore d'Europa. Secondo dati 2023 dell'Agenzia europea per l'ambiente sulla qualità dell'aria, si stimano oltre 89 morti ogni 100mila abitanti attribuibili al particolato sottile (Pm2.5). L'Italia ha già due condanne dalla Corte di Giustizia europea per lo smog nel bacino padano. La Legge di Bilancio 2026 prevede invece un taglio del 75% dei fondi strutturali destinati a investimenti per la qualità dell’aria. 

Altre notizie