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al palaflaminio

Silvia Avallone e Matteo Severgnini in dialogo con 1200 studenti

In foto: dalla pagina facebook di Silvia Avallone
dalla pagina facebook di Silvia Avallone
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 16 Mar 2026 12:24 ~ ultimo agg. 12:32
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L ’Associazione Culturale Il Portico del Vasaio, in collaborazione con la Consulta Studentesca Provinciale, propone un incontro, riservato agli studenti delle scuole
superiori della Provincia di Rimini, dal titolo “Ciò che nell’inferno non è inferno” il 19 marzo alle 10,15 al Palaflaminio di Rimini.
Protagonisti dell’incontro saranno Silvia Avallone, scrittrice, autrice tra gli altri di “Cuore Nero”, e Matteo Severgnini, rettore della scuola Regina Mundi di Milano e promotore, insieme a insegnati e studenti di tutta Italia, della mostra “Profezie per la pace”.
L’incontro intende guardare la realtà odierna senza timore e non tralasciando nulla del male che ci circonda - l’inferno che è qui tra noi, come sostiene Calvino da cui è liberamente tratto il titolo dell’incontro - ma individuando, come lo stesso Calvino suggerisce, quei punti di luce, quelle esperienze vive che “non sono inferno”.
Questo percorso sarà possibile grazie a due relatori d’eccezione. Silvia Avallone, in Cuore Nero, ha tratteggiato il percorso di una ragazza in cerca di una
rinascita, in forma vivissima e drammatica, riuscendo a descrivere il male senza indugiare mai in esso, ma scoprendone sempre l’interezza delle sue dimensioni e dunque la vita che può in ogni momento rinascere.
Matteo Severgnini, rettore della scuola “Regina Mundi” di Milano oggi, ma precedentemente rettore di una scuola in Uganda, ha curato con studenti delle superiori provenienti da varie parti d’Italia, la mostra “Profezie per la pace”, già presentata al Meeting 2025 e che sarà disponibile per gli studenti riminesi dal 21 al 24 aprile, all’ex cinema Astoria. Per la mostra i ragazzi hanno ricercato esperienze di pace nelle zone più martoriate del mondo, scoprendo la possibilità di guardare con occhi diversi quanto accade.

Proprio come ha dichiarato Silvia Avallone in un’intervista di qualche anno fa: “Nessuna vita umana è mai fallimentare o vincente. Non solo perché possiamo sempre cambiare, ma perché noi non siamo dei risultati: siamo i nostri desideri. E questi desideri viaggiano, e nascono anche dalle fragilità”.
Le situazioni di conflitto (Palestina, Ucraina, Iran e le altre guerre che infuocano la terra) oggi pesano su questa fragilità interiore, ma proprio in queste situazioni emergono esperienze di “paci impossibili” fiorite all’interno di contesti segnati da conflitti in corso o dalle lacerazioni profonde che questi hanno prodotto.
Grazie al lavoro svolto in classe con i propri docenti in preparazione all’incontro, gli oltre 1.200 studenti che saranno presenti al Palasport Flaminio hanno potuto svolgere un’attività di formazione che li ha resi interlocutori ed anche co-protagonisti di un movimento interiore di non rassegnazione all’“inferno” ed alla negatività in cui sembra essere immerso il mondo odierno.

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