Sicurezza sulla spiaggia. Le perplessità della Cgil sulle misure adottate
Nel ravennate si interviene tagliando la pausa pranzo dei marinai di salvataggio, mentre nel riminese si ricorre ai cartelli, alla figura dei "beach tutor" e "ad altri non meglio specificati ulteriori operatori". Nel complesso si tratta di "misure che suscitano forti perplessità circa la loro reale efficacia" nell'aumentare la sicurezza dei bagnanti e nel migliorare le condizioni di lavoro di chi è chiamato quotidianamente a garantirla. È il giudizio di Filcams-Cgil Emilia-Romagna sull'ordinanza balneare 2026 della Regione, che prevede il potenziamento del servizio di salvamento nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 14.30, attraverso l'adozione, da parte delle cooperative, di "soluzioni organizzative sperimentali". Ricordando che dal 2024 è stato introdotto il sistema delle torrette alternate, che di fatto dimezza il presidio, il sindacato chiede "un reale rafforzamento degli organici e senza scaricare il peso dell'organizzazione sui lavoratori né compromettere la sicurezza dei turisti", si legge in una nota. Ma la nuova ordinanza impone alle cooperative di avviare "sperimentazioni" con una semplice comunicazione ai Comuni costieri, si rammarica in sostanza la sigla, senza prevedere alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali che "rappresentano i lavoratori impegnati nel servizio di salvamento". Oltretutto, si tratta di "sperimentazioni non risultano nemmeno attivate in tutti i territori interessati. Dove sono state avviate, hanno prodotto soluzioni di dubbia efficacia" oppure hanno trasferito ulteriori carichi organizzativi sui lavoratori. Auspicando quindi "un confronto serio" con la Regione per rivedere tutto, la Filcams ricorda le sanzioni, a chi non potenzia il servizio, anche se non sarebbe tuttora chiaro se ci saranno controlli o autocertificazioni.










