Senato, larga fiducia per Letta. Il commento dei parlamentari riminesi
Il dato politico però è che già in mattinata all’interno del Pdl c’era stata una spaccatura con oltre una ventina di senatori che avevano annunciato il sostegno al Governo. Probabile anche la nascita di un nuovo gruppo parlamentare. “Berlusconi battuto politicamente”, commenta a caldo sul suo profilo Facebook il deputato riminese del Pd Tiziano Arlotti parlando di un giorno che verrà ricordato per molto tempo. “È il giorno – scrive – della morte politica di Berlusconi che è arrivata prima della sua decadenza.”
“Si sono costituite le basi per un nuovo patto per il Paese”, gli fa eco la collega Emma Petitti che parla di “un pesantissimo attacco eversivo alle nostre istituzioni respinto”.
“Il paese non si poteva permettere una crisi di Governo” dice Sergio Pizzolante del PdL che già nei giorni scorsi si era detto vicino alla linea Alfano. Il deputato però evita di parlare di sconfitta politica di Berlusconi (“ha cambiato idea e mi fa piacere”) e conferma la discussione sulla possibile scissione nel partito: “ho aderito ad un partito moderato che no si può riconoscere nella linea estremista di gente come la Santanchè. Si è aperto un problema e vedremo cosa fare”.
La nota di Tiziano Arlotti
Questa è una giornata che ricorderemo per molto tempo, anche senza segnarla sul calendario. È il giorno della morte politica di Berlusconi, arrivata prima della sua decadenza.
La fiducia ad Enrico Letta è l’impegno a sostenere i punti programmatici del governo delineati nel suo discorso. Da un lato è fondamentale ridurre il cuneo fiscale, indispensabile per rendere più competitivo il Paese tagliando il costo del lavoro. Andare decisamente avanti sulla strada della riduzione della fiscalità sul lavoro significa rimettere in moto il sistema produttivo nel suo complesso, e lasciare in tasca ai lavoratori risorse importanti per dare ossigeno alle famiglie e fare ripartire i consumi. Bisogna puntare sui giovani, colpiti pesantemente dalla disoccupazione e dal blocco del turnover causato dalla riforma previdenziale, proseguendo con gli incentivi alle assunzioni. Lo conferma anche il boom di richieste di bonus per le assunzioni a tempo indeterminato previsti dal decreto del Fare, che ieri nelle prime tre ore di avvio delle prenotazioni sono state oltre 5.500.
Dall’altro lato, è necessaria una rimodulazione intelligente ed efficace del patto di stabilità interno che finora ha bloccato gli investimenti degli enti locali anche se virtuosi. Rivedere i criteri del patto consentirà ai Comuni, che sono il primo presidio a cui i cittadini rivolgono le loro richieste, di lavorare per rilanciare l’economia locale, garantire servizi e dare le necessarie risposte alle comunità.
La nota di Emma Petitti
Dopo il voto di fiducia oggi in Senato si sono costituite le basi per un nuovo patto per il Paese. La giornata di oggi fa chiarezza netta su chi irresponsabilmente ha provocato la crisi di governo perché i suoi esponenti sono stati incapaci di prendere una posizione distanza da Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva e pronto ad affossare il paese pur di tutelare i propri interessi. Un’irresponsabilità tale da portare nei giorni scorsi all’instabilità che abbiamo sperimentato e al conseguente innalzamento dell’Iva.
Abbiamo respinto un pesantissimo attacco eversivo alle nostre istituzioni, nell’estremo tentativo di Berlusconi di affermare il proprio esclusivo interesse personale e porsi al di sopra della legge. Ne è uscito sconfitto su tutta la linea e da oggi diventa anche politicamente irrilevante.
Ora, dopo la pantomima a cui il Pdl ci ha fatto assistere, la situazione va definita, perché serve concentrarsi solo sui problemi dell’Italia. Nessun legame ci può essere tra questioni giudiziarie e azioni di governo. Avanti dunque con le riforme necessarie a un paese più dinamico per uscire dalla recessione. Dopo i primi provvedimenti contro la crisi, il governo deve lavorare sulle priorità per i cittadini e per la ripresa: lavoro, enti locali, riforma elettorale ed Europa. Il Pd deve dettare l’agenda e i valori di questo esecutivo.
Il 15 ottobre va presentata la legge di stabilità, che dovrà incidere sulla riduzione del cuneo fiscale e tagliare le tasse ai lavoratori per riattivare la domanda interna. Bisogna introdurre incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato e sgravi per le start up. Priorità assoluta dunque al lavoro, che insieme alla crescita sar à al centro del semestre europeo presieduto dall’Italia nel 2014. Gli impegni con l’Europa per il 2014 vanno rispettati riducendo il peso del debito entro il 3% e va avviata subito la riforma Enti locali per dare strumenti ai Comuni, costruendo un patto di stabilità interno che sblocchi gli investimenti e stimoli la crescita. Si deve proseguire sulla strada dei pagamenti alle imprese, mentre le casse statali devono essere risanate con una spending review che colpisca gli sprechi pubblici, senza ricorrere a nuove tasse e tutelando le fasce più deboli della popolazione.
E priorità assoluta deve avere infine la riforma della legge elettorale, incardinata già nelle commissioni. Non possiamo aspettare oltre di arrivare a un testo che cancelli il porcellum e restituisca agli elettori la scelta dei loro rappresentanti e che dia governabilità al Paese.










