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Scontro con Fiom sull’orario estivo: SCM manda una lettera a tutti i dipendenti

di Redazione   
Tempo di lettura 5 min
Lun 14 Giu 2010 16:23 ~ ultimo agg. 13 Mag 18:57
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Nella lettera ai dipendenti l’azienda spiega ciò che già aveva comunicato alla stampa nei giorni scorsi in risposta alla convocazione dello sciopero da parte della Fiom-Cgil (vedi notizia): di fronte a una ripresa degli ordini, ritardare le consegne per ridurre l’orario di lavoro estivo pregiudicherebbe il futuro tutto il gruppo e dei suoi lavoratori.

Oggi, al posto dell’ora di sciopero giornaliera proclamata dal 14 al 19 giugno, si è svolta un’assemblea sindacale.

(foto Bove)

La lettera dell’SCM ai dipendenti

A tutti I dipendenti SCM GROUP S.p.a.

Soluzioni Condivise anche per Rimini?

L’azienda ha sempre saputo di poter contare sul senso di responsabilità e sull’impegno dei suoi lavoratori, fattori determinanti per l’attuazione del piano industriale di rafforzamento in un momento estremamente difficile. I dubbi sulla volontà di affrontare in maniera costruttiva la riorganizzazione e la crisi ci sono stati invece nei confronti della FIOM CGIL di Rimini, probabilmente alimentati da polemiche che spesso hanno preso il sopravvento su un dialogo critico ma fattivo, riscontrato invece negli altri stabilimenti del Gruppo .

Il nostro piano industriale, necessario per la sopravvivenza dello gruppo stesso, con accorpamenti di società, stabilimenti, funzioni ed attività, ha avuto la necessità di una cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. Su questo punto la FIOM CGIL di Rimini, e solo di Rimini, non ha ancora firmato il necessario piano di formazione e riqualificazione del personale, con conseguente perdita di alcuni benefici economici per il gruppo.

Gli ingenti investimenti realizzati dal Gruppo hanno comunque permesso di salvaguardare il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti SCM GROUP e di richiamare, negli ultimi sei mesi, complessivamente un terzo dei sospesi.

Il recente aumento degli ordini si è registrato soprattutto a fine aprile, dopo la fiera Technodomus di Rimini, in cui l’azienda ha investito molto. Mano a mano che gli ordini arrivavano, è stato quindi possibile richiamare progressivamente i lavoratori sospesi. Rientri che sono proporzionali alle commesse in arrivo, e quindi essendo ancora lontani dai valori del 2008, non è stato possibile per ora riassorbire tutti.

È da notare che proprio durante la fiera Technodomus di Rimini un manipolo della FIOM di Rimini manifestava davanti ai cancelli, in disprezzo degli investimenti fatti e degli immensi sforzi di tanti lavoratori. Come si può pensare di fare il bene di tutti i lavoratori affiggendo ai cancelli dell’azienda striscioni con slogan lesivi dell’immagine di SCM GROUP, il penultimo giorno di fiera, in occasione dell’arrivo di molti clienti stranieri?

Negli stabilimenti riminesi, comunque, la percentuale degli operai in CIG/S a zero ore risulta essere oggi meno del 7% del totale dei lavoratori del comprensorio romagnolo. Una percentuale esigua, se pensiamo che siamo ancora a meno 30% di ordini rispetto al pre-crisi, e che potrà comunque assottigliarsi ulteriormente, se saremo in grado di evadere gli ordini in corso in tempo e più velocemente dei nostri concorrenti.

In una attività come la nostra, in cui chi inizia una commessa deve finirla, ogni riduzione di orario allunga inevitabilmente il tempo di consegna, mettendo a rischio gli ordini che abbiamo in portafoglio, la maggior parte dei quali devono essere consegnati entro agosto. Non evadere gli ordini in tempo, minerebbe inoltre le possibilità, oggi più concrete, che le nostre commesse continuino ad aumentare.
E se anche nella migliore delle ipotesi l’ordine, il cui tempo di consegna si dovesse allungare, non fosse cancellato causerebbe nel cliente un’insoddisfazione tale che frenerebbe la nostra ripresa, inibendo quindi il flusso dei rientri dalla CIG/S che invece si è intensificato nelle ultime settimane.

Per questo oggi una riduzione dell’orario di lavoro a Rimini in estate, così come inizialmente voluta dalla FIOM di Rimini è assurda ed anche in contraddizione con lo spirito stesso dell’accordo, che recita:

“Fatte salve le esigenze tecniche produttive dei singoli stabilimenti, si concorda di effettuare, per i reparti produttivi e per il periodo estivo, un orario unico giornaliero secondo la seguenti modalità: Stabilimento di Rimini n° 10 settimane a 35 ore settimanali…” .

Una clausola contrattuale che va rispettata nella lettera e nello spirito che l’ha generata.
La possibilità di lavoro secondo un orario ridotto (35 ore invece che 40 per 10 settimane) così come è scritta è condizionata “alle esigenze tecniche produttive”.

Tanto è vero che nello stabilimento di Villa Verucchio, in cui le commesse lo consentono, l’orario ridotto, per questa estate, è stato concordato e sarà operativo dal 21 giugno prossimo.

Ed è quindi ancora più assurdo che, per l’orario estivo ridotto, a Rimini è stato fatto uno sciopero a singhiozzo (un quarto d’ora ogni ora) indetto dalla FIOM di Rimini, al limite della legalità con gravi danni causati per ritardi nelle commesse e grave pregiudizio causato al lavoro di tanti altri lavoratori che stanno facendo di tutto per uscire dalla crisi.

Uno stato conflittuale cosi esasperato si è registrato solo con la FIOM CGIL dello stabilimento di Rimini, quello che oggi gode di una maggiore concentrazione di commesse. In una situazione così difficile un sindacato che lavora solo “contro” può essere però fatale per tutto il gruppo.

Riteniamo per questo decisamente positivo quanto riportato a firma del segretario generale FIOM CGIL di Rimini nella nota dell’11 giugno in cui sostiene che:

“L’ipotesi di orario di lavoro durante il periodo estivo fatta dalla FIOM in accordo con i lavoratori, è una soluzione che non fa perdere ore lavorate, anzi la produzione di queste settimane verrebbe gestita con orari che garantiscono maggiore produttività perché distribuiti in fasce orarie più indicate al lavoro in fabbrica”.

Siamo quindi lieti di cogliere in questa nota un segnale concreto più volte auspicato di collaborazione e di “soluzioni condivise” che probabilmente non abbiamo saputo individuare prima. Conoscere quale sarà la distribuzione oraria che permetterà di produrre nel periodo estivo di più e meglio e “non fa perdere ore lavorate” contribuirà certamente a sciogliere quei dubbi sulla volontà di FIOM CGIL di sostenere il piano industriale per il bene dei lavoratori.

Restiamo quindi in attesa di conoscere questo orario, congelando momentaneamente tutte le altre soluzioni.
La direzione SCM GROUP Spa

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