Scenari di previsione. Per l'economia riminese indicatori positivi, ma non tutti
Un incremento del valore aggiunto, la cui dinamica appare migliore di quella regionale e nazionale, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini nel 2026: è quanto quanto emerge dagli scenari previsionali di Prometeia – Unioncamere Emilia-Romagna, aggiornati a gennaio. A livello settoriale, la ricchezza prodotta è stimata in aumento nell’Agricoltura, nell’Industria e nei Servizi, mentre risulta sostanzialmente stabile nelle Costruzioni. In crescita anche le esportazioni e il reddito disponibile delle famiglie, mentre le dimensioni del mercato del lavoro appaiono sostanzialmente stabili. La produttività del lavoro, infine, si conferma inferiore agli altri territori di riferimento.
Nello specifico, per la provincia di Rimini i dati previsionali per il 2026 (Scenari Prometeia di gennaio), elaborati dal Sistema camerale dell’Emilia-Romagna e dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, per la provincia di Rimini rilevano un aumento annuo del valore aggiunto dello 0,9% (in termini reali), analogamente a quanto previsto lo scorso ottobre, lievemente superiore alla variazione regionale (+0,8%) e nazionale (+0,7%). A livello settoriale si stima una crescita della ricchezza prodotta nell’Agricoltura (+6,5%), nell’Industria (+0,7%) e nei Servizi (+1,0%), mentre una flessione caratterizza le Costruzioni (-1,0%).
Il valore aggiunto per abitante nel 2026 (in termini reali) è pari a 29.700 euro, inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (35.400 euro) e, seppur di poco, al dato Italia (29.900 euro). L’export per il 2026 è previsto in aumento (+2,5%, sempre in termini reali) (era +2,0% nelle precedenti stime), con un trend superiore a quello regionale (+1,2%) e nazionale (+0,6%). Il reddito disponibile delle famiglie (a prezzi correnti) è previsto in crescita del 2,5% (+3,2% in Emilia-Romagna, +2,8% in Italia).
Sul fronte del mercato del lavoro, le stime dei principali indicatori per il 2026 riportano un tasso di attività (71,7%) e un tasso di occupazione (67,9%) migliori dello scenario nazionale (nell’ordine, 67,7% e 63,6%) ma inferiori di quello regionale (rispettivamente, 74,6% e 71,6%). Il tasso di disoccupazione (5,3% previsto nel 2026) risulta peggiore di quello regionale (4,1%) ma migliore del dato Italia (6,1%).
Infine, nel 2026 la produttività per addetto (66.700 euro) è prevista ancora inferiore a quella degli ambiti territoriali di riferimento (76.800 euro in Emilia-Romagna, 72.800 euro in Italia).












