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Saranno trasformati

Sanità, ci risiamo. Arriva l'ennesima rivoluzione: tocca ai CAU

In foto: Il Cau di Santarcangelo
Il Cau di Santarcangelo
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mar 10 Mar 2026 12:55 ~ ultimo agg. 13:36
Tempo di lettura 4 min

Per la sanità dell'Emilia-Romagna arriva l'ennesima rivoluzione nel giro di pochi anni. Al centro del cambiamento finiscono gli ultimi arrivati, i CAU, Centri di Assistenza e Urgenza, nati da qualche anno per alleggerire il carico dei codici più lievi nei Pronto Soccorso. Nonostante i numerosi accessi, evidentemente non hanno soddisfatto le attese. Saranno così trasformati in nuovi ambulatori, 'assorbiti' dentro gli ospedali, integrati con il sistema di emergenza-urgenza e il nuovo numero 116117. Per questo la Regione avvierà anche una campagna informativa a tappeto per spiegare ai cittadini l'evoluzione del servizio e della rete di assistenza nel suo complesso. Sul finire dello scorso anno la Regione aveva deciso di prorogare fino al 30 giugno 2026 i contratti dei medici impiegati nei Cau, in scadenza il 31 dicembre 2025.

A spiegare le novità è l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, rispondendo in Assemblea legislativa all'interrogazione del consigliere Giovanni Gordini della lista Civici per de Pascale. "I Cau hanno rappresentato qualcosa di particolarmente positivo- premette Fabi- ed è intenzione di questa Giunta, in accordo con gli standard fissati dal DM 77 e sulla base del nuovo accordo integrativo regionale della medicina generale, procedere a una progressiva riorganizzazione dell'offerta per le urgenze territoriali a bassa complessità". La volontà della Regione è "valorizzare i risultati ottenuti dai Cau in termini di efficacia e tempestività- spiega l'assessore- salvaguardando gli elementi ritenuti positivi di un modello già ampiamente sperimentato, accettato e gradito dalla cittadinanza, e introducendo al tempo stesso miglioramenti in termini di integrazione con la rete e la capillarizzazione del servizio". In particolare, aggiunge Fabi, "quelli già attivi nell'ambito delle Case della Comunità verranno di fatto trasformati in ambulatori delle aggregazioni funzionali territoriali e continueranno a rappresentare un presidio essenziale di prossimità, grazie alla presenza dei medici e del ruolo unico dell'assistenza primaria". Gli ambulatori Aft saranno quindi "il riferimento per la popolazione sul territorio rispetto alle urgenze non differibili- continua l'assessore- con un ampliamento dell'offerta in termini di sedi, per rispettare gli standard previsti dal Pnrr e dal DM 77. Saranno il luogo cardine per l'accesso tempestivo e la presa in carico dei bisogni non differibili della cittadinanza". Questa trasformazione, poi, "progressivamente riguarderà anche i Cau collocati in strutture diverse dalle Case della Comunità- spiega ancora Fabi- per esempio le strutture ospedaliere che di fatto rappresentano dei quartieri all'interno della città, dove la capillarizzazione delle funzioni di assistenza primaria è ben riconosciuto dai cittadini". Il modello previsto, inoltre, punta alla "integrazione con gli altri servizi di assistenza primaria come le cure domiciliari e infermieristiche". L'esperienza dei Cau presenti all'interno dei Pronto soccorso, invece, "verrà valorizzata- assicura l'assessore- aumentando l'integrazione con il sistema dell'emergenza-urgenza ospedaliera. Le centrali telefoniche 116117, di prossima istituzione, rappresenteranno la porta d'accesso preferenziale per questi servizi, garantendo un setting adeguato e riducendo le attese". Infine, garantisce Fabi, "la Giunta intende rispondere all'esigenza di trasparenza verso i cittadini rispetto ai cambiamenti in atto. Una volta che la rete sarà strutturata in maniera coerente per tutto il territorio, la Regione avvierà una campagna informativa estesa per illustrare l'evoluzione del ruolo dei Cau nel nuovo sistema delle Aft e delle Case della Comunità. Saranno anche presentati nuovi percorsi di accesso alle cure a bassa complessità, inclusa la piena operatività del 116117".

In linea con l'assessore, il consigliere Gordini: "Il ridisegno del Cau credo ci debba portare rapidamente a dare risposte che dicono che cosa offriremo ai cittadini nei prossimi mesi", spiegando alle persone "non solo che cosa ci trovano dentro", ma anche delineando il nuovo assetto che riguarda "gli ospedali di comunità e i posti letto per acuti". A Bologna, cita Gordini, grazie ai Cau "c'è stato un decremento che varia tra il 12 e il 20% negli accessi al Pronto soccorso, mentre è complessivamente aumentata l'attività dei Cau. Ma sono aumentati di più nelle parti periferiche o al di fuori dei presidi ospedalieri, soprattutto in una città come Bologna, dove non a caso i dati dei Cau al Sant'Orsola e al Maggiore sono minori degli altri sul territorio". 

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