S.O.S Bagnini di salvataggio: cercasi personale per inizio stagione balneare
Gli ombrellini di paglia, il sole in fronte e i primi caffè in riva al mare. Le temperature di aprile decisamente al di sopra della media stagionale ci riportano subito alla voglia d'estate. E se da un lato gli stabilimenti balneari sono già al lavoro per accogliere i primi clienti, dall'altro è già allarme perché quest'anno le torrette di salvataggio rischiano di rimanere vuote. L' ordinanza nazionale ha fissato infatti l'inizio della stagione balneare il 16 maggio, in anticipo quindi di due settimane rispetto al passato e questo per gli stabilimenti comporta l’obbligo di fornire in anticipo anche il servizio di salvamento. Ad aggravare la situazione il fatto che molti bagnini di salvataggio adulti, solitamente svolgono un doppio lavoro che molto spesso non consente loro di essere "liberi" e quindi disponibili a salire in torretta già dalla metà di maggio. In più da quest'anno della proroga del decreto legge del 27 dicembre 2024, è stata sospesa: non basteranno più quindi i sedici anni per poter ottenere l'attestato, bensì sarà necessario aver raggiunto la maggiore età. A questo punto ci si chiede come si attrezzeranno gli stabilimenti in caso di carenza di personale? In risposta a questo allarme arriva puntuale la nota dei sindacati che disegnano un quadro dettagliato della situazione lavorativa dei bagnini di salvamento. "Ancora una volta, si torna a sostenere che la carenza di personale sia legata al calendario scolastico. Una narrazione riduttiva che non affronta le reali criticità del settore. Il problema è noto: il lavoro sulle spiagge è diventato sempre meno attrattivo. Alla base vi sono l’assenza di una contrattazione integrativa adeguata e moderna e normative che hanno peggiorato le condizioni di lavoro, come nel caso della “torretta alternata” durante la pausa pranzo. A ciò si aggiunga la mancanza di politiche attive realmente efficaci e l’assenza di strumenti di sostegno al reddito adeguati per i lavoratori stagionali, a partire da una NASpI che tenga conto della specificità di questi percorsi lavorativi. In particolare il tema della “torretta alternata” non può essere derubricato a semplice questione organizzativa: essa comporta pesanti responsabilità, anche di natura legale, che ricadono su lavoratori altamente qualificati ma insufficientemente retribuiti e scarsamente tutelati. Tutto ciò produce un effetto evidente: scoraggia non solo i giovani, ma anche lavoratori storici, con esperienza consolidata e spesso animati da una vera e propria vocazione verso questo lavoro. In queste condizioni, parlare di difficoltà nel reperimento del personale senza affrontarne le
cause strutturali rischia di essere un esercizio retorico. È necessario aprire un tavolo che affronti davvero i nodi del settore, per garantire dignità del lavoro, qualità del servizio e sicurezza per tutti ".












