Rogito fatto, Villa Mussolini è del comune di Riccione. Sindaca: niente ricatti
Villa Mussolini è ufficialmente del comune di Riccione. Nello studio del notaio Mauro Plescia è stato infatti sottoscritto il rogito col quale il Comune ha acquisito la piena ed esclusiva proprietà dell'immobile. Alla stipula erano presenti la sindaca Daniela Angelini, la vicesindaca Sandra Villa, l’assessore al Bilancio e Patrimonio Alessandro Nicolardi e la dirigente al Bilancio e Patrimonio Cinzia Farinelli. Per la Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, ha siglato l’atto il presidente Paolo Pasini, mentre il Comune lo ha firmato la dirigente Farinelli.
Il passaggio di proprietà non è un semplice trasferimento patrimoniale, ma un’operazione che mette fine a un iter complesso: dalla prima manifestazione d’interesse di dicembre, all’offerta ufficiale di 1.206.000 euro accettata dal Cda di Fondazione Carim il 19 marzo, fino al voto cruciale del Consiglio comunale del 26 marzo che ha autorizzato l’acquisizione delle quote della società Riminicultura srl e il nulla-osta della Corte dei Conti. L’atto abilita ora il Comune all'incorporazione della villa nel demanio comunale come bene indisponibile facendola diventare un asset patrimoniale (e non un costo legato a canoni o comodati precari) su cui programmare investimenti strutturali a lungo termine, accedere a finanziamenti europei per la rigenerazione e garantire una gestione pubblica unitaria abbattendo il muro burocratico tra il parco (già comunale) e l’edificio.
“Oggi non firmiamo solo un contratto, ma un atto di emancipazione per tutta Riccione,” ha detto la sindaca Daniela Angelini. “Questa operazione ha un respiro che va oltre il patrimonio: è una scelta di campo netta. Restituire Villa Mussolini ai riccionesi significa trasformarla definitivamente nel motore di un sistema culturale moderno, un polo del contemporaneo capace di dialogare con il mondo 365 giorni l'anno. La nostra visione è fare di questa villa una ‘fabbrica di pensiero’, un centro espositivo di livello internazionale e un laboratorio di welfare culturale che connetta le nostre ville storiche in un unico, grande distretto della bellezza a disposizione delle scuole, dei cittadini e dei turisti”. La prima cittadina ha criticato poi la società David2 "che ha tentato in ogni modo di interferire con una procedura pubblica trasparente, arrivando a presentare esposti infondati, una pratica che purtroppo a Riccione conosciamo molto bene, pur di bloccare il rogito odierno. Ma mi riferisco anche a quei politici che hanno lavorato attivamente contro l'interesse di Riccione nell'unico intento di sostenere operazioni pericolosamente nostalgiche. È deplorevole che rappresentanti delle istituzioni abbiano preferito assecondare interessi privati e mire ideologiche anacronistiche pur di tentare di affossare questo progetto. Hanno provato a svendere l’identità della nostra città per scopi politici di basso profilo; noi abbiamo risposto con la schiena dritta e con un progetto di rilancio che non ha eguali. Non abbiamo accettato ricatti né rappresentazioni distorte: questa è una vittoria della Riccione che guarda avanti, libera e democratica, contro ogni lobby della nostalgia”.
La dirigente al Bilancio e Patrimonio, Cinzia Farinelli, ha sottolineato invece la rigorosa tenuta della procedura: “Si è trattato di un’operazione di particolare complessità, visti gli adempimenti previsti per legge, quali ad esempio la necessità del parere del Collegio dei Revisori dei Conti e della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna che hanno espresso rispettivamente parere favorevole e nulla osta al trasferimento. L’acquisto è finanziato con risorse proprie dell’ente, quindi senza ricorso al debito, e consente di riportare in seno al patrimonio comunale un bene di eccezionale importanza, sottoposto a vincolo museale e monumentale e protetto dalla normativa di riferimento”.











