Rimozione forzata: il prezzo è giusto? il caso di due automobilisti
Le auto erano state rimosse perché in una zona di Rimini dove vige il divieto di sosta, ma i due automobilisti sono sobbalzati vedendo la tariffa applicata per riavere indietro il proprio mezzo e hanno deciso di rivolgersi a Consumerismo. Dopo una serie di verifiche l'associazione di consumatori ha deciso di diffidare il concessionario del servizio, ha presentato una segnalazione all'AGCM e chiesto gli atti al Comune. Esito del percorso: l'azienda ha restituito 40 euro su circa 143 ad uno dei due automobilisti.
I fatti risalgono a sabato 7 febbraio, quando due veicoli parcheggiati in Piazza Gramsci, a Rimini, nell'area destinata al mercato, venivano sanzionati per violazione del Codice della Strada e sottoposti a rimozione forzata. Per riottenere i mezzi, i due automobilisti hanno versato al concessionario del servizio 143,51 euro ciascuno, IVA inclusa, con la sola dicitura "rimozione" e nessun dettaglio delle voci di costo.
Le tariffe del servizio di rimozione e custodia - spiega Consumerismo - sono fissate dal Comune con delibera di Giunta. Per i veicoli fino a 1,5 tonnellate, in orario diurno e feriale, le voci principali sono tre: diritto di chiamata 21,96 euro IVA inclusa, operazioni di carico e scarico 32,87 euro IVA inclusa, indennità chilometrica 4,73 euro al chilometro IVA inclusa, calcolata dal punto di stazionamento del carro attrezzi al luogo dell'intervento e da qui al deposito.
La somma delle due voci fisse è quindi di 54,83 euro. Tutto il resto dell'importo richiesto dipende dai chilometri conteggiati, che "però - sostiene l'associazione - non sono mai stati comunicati agli utenti né prima né dopo il pagamento".
Nel corso dell'interlocuzione la società ha riconosciuto, per uno dei due veicoli, un errore nella classificazione tariffaria e ha emesso un rimborso di 40 euro che però non ha soddisfatto l'associazione: "restano circa 103 euro a fronte di 54,83 euro di voci fisse, il che presupporrebbe una percorrenza di poco superiore ai 10 chilometri per una rimozione dal centro di Rimini al deposito. Un dato che, in assenza del prospetto analitico, nessuno è oggi in grado di verificare". Per il secondo veicolo, invece, la società ha contestato ogni irregolarità, qualificando l'importo come corretto in base alla massa a
pieno carico, senza però esplicitare chilometri, eventuali maggiorazioni
e criteri di calcolo.
"Restituire una parte dell'importo - dichiara Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo - significa ammettere che quell'importo non era corretto. Il punto è capire su quale base sia stato calcolato il resto. Non è in discussione la legittimità della sanzione elevata, ma la corretta applicazione delle voci di costo
accessorie. E soprattutto non sappiamo se siamo davanti a due casi isolati o a una prassi applicativa: per questo abbiamo chiesto al Comune gli atti della concessione e i controlli svolti, e per questo abbiamo investito l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato" L'invito agli automobilisti è "conservare sempre la ricevuta rilasciata al momento del pagamento e a verificare la corrispondenza tra l'importo richiesto e le tariffe deliberate dal Comune e nel caso di dubboi segnalare".










