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videoproiezione immersiva

“Rimini, cos’è” nella corte della Biblioteca Gambalunga fino al 6 gennaio

In foto: ©Riccardo Gallini /GRPhoto
©Riccardo Gallini /GRPhoto
di Lucia Renati   
Tempo di lettura 2 min
Mer 4 Gen 2023 12:00 ~ ultimo agg. 6 Giu 10:10
Tempo di lettura 2 min

Ultimi giorni per la videoproiezione immersiva nella corte della Biblioteca Gambalunga con “Rimini, cos’è”, una storia per immagini del cinema e della fotografia, della grafica dei manifesti e delle riviste, che racconta Rimini negli ultimi due secoli (fino al 6 gennaio, ore 16-19)

Fellini scrive “Rimini, cos’è” nella Mia Rimini senza punto interrogativo. Rimini lui l’ha inventata, prendendola dalla sua memoria, carica di immaginazione e sogno. La Biblioteca, che è il deposito delle memorie cittadine, la racconta proponendo ai visitatori un’immersione in immagini, che, come apparizioni fantasmatiche, restituiscono una storia che ci appartiene e sta nei sotterranei spirituali della nostra comunità. La proiezione racconta il mutamento antropologico di una comunità che da piccola città di provincia diventa un mito dell’immaginario collettivo.

Sono le immagini del cinema e della fotografia (ma anche la grafica dei manifesti e delle riviste) a raccontare la città dei bagni, delle guerre mondiali, le collusioni e le rotture con la società tradizionale, i sogni della way of life americana, le vacanze di massa. Una cultura cittadina che fino agli anni ’50 del Novecento cercò di far convivere modernità e cosmopolitismo, che sentì la Romagna come una patria. Un mondo antico, plurisecolare, che si infranse nel mondo nuovo della costa.

Il Novecento è il cinema, e quindi Fellini, che porta l’immagine della città nel mondo. Non solo. Fellini, insieme al poeta santarcangiolese Tonino Guerra, dalla cui collaborazione nasce Amarcord, danno espressione poetica, quindi “universale”, alla città dei borghi. Fino alle nuove narrazioni degli anni Ottanta (Tondelli), che danno voce al trapasso della città nella post-modernità, al contrasto giorno-notte, alla trasformazione della Riviera in un iper-luogo. I segni inequivocabili di quello che sarà definito il “distretto del piacere”.

Per poi chiudere il secolo (ed il racconto), emblematicamente, con l’arrivo del Rex in mondovisione nelle immagini del Capodanno 2000.

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