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spedizione punitiva a coriano

Feroce pestaggio per vendetta. Imputati condannati per lesioni, non per rapina

In foto: le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 19 Mar 2026 19:51 ~ ultimo agg. 20:09
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Ha agito per vendicare l'ex moglie, vittima di maltrattamenti da parte del nuovo compagno, un 39enne egiziano. Così, nel novembre del 2019, insieme a due conoscenti albanesi di 34 e 39 anni, si recò a casa del nordafricano, a Sant'Andrea in Besanigo, frazione di Coriano, per dargli una lezione. L'ex marito della donna, un 54enne italiano, residente a Riccione, e i due complici albanesi, lo pestarono a sangue prima a mani nude, poi utilizzando il calcio di una pistola, un piede di porco e una mazza da baseball. Al termine del raid punitivo lo caricarono all'interno di un'auto per poi abbandonarlo, pieno di lividi e fratture, in un campo non distante dalla sua abitazione. Per quelle lesioni aggravate i tre sono stati condannati in primo grado, dal tribunale di Rimini: l'ex marito della donna a 4 anni e 8 mesi di reclusione, mentre entrambi i complici albanesi a 2 anni e 4 mesi ciascuno. Sentenza contro la quale il loro avvocato, Robert Venturi del Foro di Bologna, ha presentato ricorso in Appello. 

Il secondo procedimento con rito abbreviato, che vedeva i tre uomini imputati per la rapina in concorso di un Rolex d'oro appartenente all'egiziano e per la detenzione illegale di una pistola Beretta, risultata rubata anni prima, si è chiuso (questa mattina) con una triplice assoluzione "perché il fatto non sussiste", davanti al gup di Rimini Raffaele Deflorio. Il loro difensore ha sostenuto che il Rolex fosse caduto all'epoca nella loro auto mentre caricavano il nordafricano. Una volta resisi conto della presenza dell'orologio, se ne disfarono abbandonandolo su un muretto in via Settembrini a Rimini. Il Rolex fu poi ritrovato dai carabinieri di Riccione e restituito al legittimo proprietario. La Beretta, invece, sarebbe appartenuta alla vittima e non ai tre aggressori, che l'avrebbero trovata nella sua abitazione.

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