Riforma regionale turismo: la Romagna nell’area vasta con Ferrara
La giunta regionale ha presentato il progetto di riforma dell’organizzazione turistica. Il testo di legge, che ora dovrà essere discusso dall’assemblea legislativa, non mette più al centro il prodotto turistico ma la valorizzazione del connubio fra destinazioni e prodotti di eccellenza.
Un ordinamento che, mantenendo fede ad alcuni fattori base della vecchia normativa e soprattutto il sistema di cooperazione tra pubblico e privato, parte dai territori e dalle loro proposte. Non si parte più dal semplice prodotto, ma da ambiti territoriali di area vasta che definiscono i prodotti e le offerte sulle quali investire i fondi per la promo-commercializzazione, in stretta collaborazione tra gli enti locali e le aggregazioni private che si occupano di turismo. Si stanno delineando tre grandi aree, spiega l’assessore regionale al Turismo Corsini: la Romagna insieme a Ferrara, il territorio centrale dell’Emilia e quello settentrionale. “Una semplificazione rispetto alle quattro unioni di prodotto”, spiega Corsini.
La Regione mantiene la programmazione e il coordinamento delle attività e iniziative per il turismo (attraverso atti d’indirizzo e linee guida). Confermato il ruolo strategico di Apt nella promo-commercializzazione, oltre al ruolo di coordinamento di progetti su prodotti di particolare rilevanza.
La concertazione fra pubblico e privato avviene a livello regionale, all’interno di una Cabina di regia che coinvolge anche l’assessorato ai Trasporti.
A livello locale le “destinazioni turistiche” di area vasta definiscono le strategie di sviluppo, di concerto con le rappresentanze dell’imprenditoria privata.












