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silenzio pagato a caro prezzo

Ricatto da 200mila euro all'imprenditore, escort patteggia la pena

In foto: l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 5 Mar 2026 19:59 ~ ultimo agg. 20:22
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Si è chiuso con un patteggiamento a un anno di reclusione, pena sospesa, ratificato dal gip di Rimini, Raffaele Deflorio, il procedimento nei confronti di una escort brasiliana di 40 anni, finita al centro di un'indagine della Procura per estorsione nei confronti di un imprenditore riminese. Una frequentazione, la loro, durata un anno mezzo e costata al 65enne, assistito dall'avvocato Paolo Ghiselli, circa 200mila euro. Soldi che l'uomo sarebbe stato costretto a consegnare alla professionista per non rendere pubblico il loro "segreto", oltre naturalmente ai normali compensi pattuiti per le varie prestazioni.

L'escort, secondo il racconto dell'imprenditore, sarebbe stata abile a conquistare in fretta la sua fiducia per poi metterlo con le spalle al muro ricattandolo di rivelare non solo la loro storia, ma anche i dettagli piccanti dei loro incontri, con inevitabili conseguenze sia sul piano personale che professionale. Ci sarebbe stato un solo modo perché ciò non accadesse: pagare profumatamente il suo silenzio. Così l'imprenditore ha sostenuto di aver effettuato decine di versamenti, di importi anche considerevoli, pur di assecondare le richieste economiche della escort, che col passare dei mesi sono diventate sempre più frequenti e pressanti. Nonostante le indagini di polizia tributaria, dei 200 mila euro versati nemmeno l'ombra, volatilizzati dai conti correnti dell'indagata (difesa dall'avvocato Matteo Paruscio), che ha sempre respinto con forza l'accusa di estorsione.

La escort brasiliana ha sostenuto che quei soldi altro non erano che il pagamento delle sue prestazioni, che l'imprenditore avrebbe effettuato tramite bonifico con la causale "prestito", in modo da non far scoprire alla moglie la frequentazione clandestina. A riprova del ricatto, invece, secondo il 65enne, ci sarebbero anche i dati personali e sensibili, carpiti dalla donna attraverso l'utilizzo del suo cellulare, utilizzati per avanzare con ancora più forza le richieste di denaro. Nei confronti della brasiliana è stata intentata nel frattempo anche una causa civile.  

 

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