Quattro anni di guerra. Caritas di Rimini e Volyn, un legame che si rafforza
In occasione della ricorrenza del 24 febbraio, quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, il direttore della Caritas diocesana Mario Galasso ha inviato a nome anche di operatori e volontari un messaggio di solidarietà e vicinanza alla gemellata Caritas di Volyn. Un legame che si è rafforzato ulteriormente lo scorso gennaio, quando una delegazione ucraina, composta dal direttore padre Volodymyr Kmet, dalla vicedirettrice Viktoriia Skrynnikova e dalla responsabile della contabilità Oksana Khakhuda, ha visitato la Romagna per conoscere da vicino i servizi della Caritas riminese.
L’incontro si inseriva in un programma nazionale che ha coinvolto dieci Caritas diocesane in tutta Italia.
“Carissimi, oggi ricorrono quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina: quattro anni di dolore, di ferite, di vite sconvolte. Una tragedia che continua a interpellare le nostre coscienze”, inizia il massaggio dei riminesi.
“Vi siamo vicini. Vi pensiamo. Preghiamo per voi, perché il Signore vi doni forza nei giorni più difficili, serenità nelle prove quotidiane e quella Pace vera e giusta a cui ogni popolo ha diritto”.
Parole che richiamano la profondità del rapporto costruito nel tempo. “Il legame tra la Caritas di Rimini e voi è più forte che mai: la fraternità nata dall’incontro e dalla conoscenza è diventata comunione profonda. Anche a distanza, ci sentiamo parte della stessa famiglia. Le vostre fatiche non ci sono estranee, le vostre speranze sono anche le nostre. Affidiamo ciascuno di voi allo sguardo tenero di Maria, nostra Madre: vi custodisca, sostenga le vostre comunità, illumini chi ha responsabilità perché faccia tacere le armi e scuota l’umanità a non restare inerme e indifferente davanti a tanto dolore. Un grandissimo abbraccio fraterno a ciascuno di voi. Con affetto e riconoscenza”.
Il messaggio si conclude con un affidamento alla Vergine Maria, perché custodisca le comunità, sostenga chi opera quotidianamente accanto ai più fragili e illumini chi ha responsabilità, affinché tacciano le armi e l’umanità non resti indifferente davanti al dolore.
La risposta da Volyn non si è fatta attendere. In uno scambio via Whatsapp, padre Volodymyr e l’équipe della Caritas ucraina hanno espresso gratitudine per una vicinanza “non formale, ma autenticamente fraterna”.
“Quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala significano perdite quotidiane, ferite e prove difficili. Ma significano anche lotta per la vita, la dignità e la libertà. In questo cammino è immensamente importante sapere di non essere soli. Le vostre preghiere, la vostra solidarietà e la vostra disponibilità a stare accanto a noi ci rafforzano e ci donano speranza”.
Anche se pochi, i giorni trascorsi a Rimini hanno lasciato il segno. “Spesso ripetiamo le parole che abbiamo ascoltato da voi: la Caritas è «casa» e «famiglia». Oggi ne sentiamo ancora di più la verità. Il legame tra Caritas Rimini e Caritas Volyn è diventato per noi un dono prezioso che sostiene non solo i nostri servizi, ma anche i cuori delle persone”.
Anche dalla diocesi ucraina un affidamento alla Vergine Maria. “Che Lei vi custodisca, vi fortifichi nel bene e ci conduca a quella pace giusta e vera che i nostri popoli desiderano. Vi abbracciamo tutti con affetto fraterno. Grazie per il vostro amore e la vostra gratitudine: vi rispondiamo con lo stesso cuore. Con amore, stima e preghiera”












