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Quarta linea a Raibano: la politica si divide. AN attacca, Romani replica

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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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una questione dibattuta dal suo nascere, su cui ora Alleanza Nazionale getta nuovo fuoco. AN hapresentato uno studio commissionato a un esperto del settore, che ha lavorato tra l’altro alla centrale, in cui si ribadisce che della quarta linea non c’é necessità: oggi come oggi – ricorda AN – un eventuale surplus può essere benissimo smaltito da Hera a Forlì e Bologna. Con un incremento della raccolta differenziata, basterebbe poi un semplice potenziamento dell’esistente. Maurizio Vandi è il termotecnico che ha curato lo studio.

Se la Provincia approvasse nel piano dei rifiuti la quarta linea, significherebbe dare a Hera la possibilità di portare a Raibano rifiuti da altre regioni, accusa AN, pronta a scendere a Roma dal Ministro Matteoli.
Secca la smentita della Provincia, tramite l’assessore Romani. La quarta linea, più avanzata e meno inquinante dell’esistente, è un’assicurazione per il futuro: tra 20 anni, altrimenti, ci sarebbe il rischio di dover lavorare a massimo regime quelle esistenti.

Lo spegnimento delle tre linee esistenti, visto come una possibilità dalla Provincia, per Riccione è invece una condizione irrinunciabile: lo afferma l’assessore comunale all’Ambiente Mario Galasso, che è anche coordinatore della Commissione intercomunale che sta valutando il progetto.
La commissione, di cui fanno parte consiglieri dei comuni dei comuni interessati, sia di maggioranza che di opposizione, si è già dichiarata contraria.

Sulla necessità di incrementare la raccolta differenziata, tutti sono d’accordo, dalla Provincia a AN. Anche perchè, secondo i dati diffusi proprio in questi giorni dalla Provincia, l’attuale 25% non è ancora sufficiente.
La richiesta della Commissione, e dei Comuni di Riccione, Misano e Coriano, è che prima di tutto si passi alla raccolta differenziata spinta. Nei prossimi giorni una delegazione visiterà a Treviso un consorzio che effettua la raccolta porta a porta, con percentuali di raccolta differenziata che raggiungono il 60%. Se anche i tre comuni, e a seguire tutta la Provincia, potessero fare altrettanto, spiega Galasso, è chiaro che la quarta linea non avrebbe ragion d’essere.
Farlo comunque, lascerebbe aperta l’ipotesi di importare rifiuti da fuori. Ma Hera, diretta interessata, per ora non si pronuncia: Ermanno Vichi, presidente di Hera Rimini, da noi interpellato ha preferito il no comment.

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