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Un gioiello di idraulica

Ponte Tiberio, novità negli ultimi scavi: costruito per arginare la corrente

In foto: il ponte di Tiberio
il ponte di Tiberio
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Non solo un gioiello architettonico ma anche un esempio di ingegneria idraulica intatta anche dopo duemila anni. Il Ponte di Tiberio di Rimini non smette di stupire. In occasione degli scavi condotti nel 2022 dalla Soprintendenza nel tratto tra l’intersezione di corso d’Augusto e via Circonvallazione occidentale è emerso che, nella sua configurazione originale, il ponte era stato costruito con apposite soluzioni progettuali in grado di assecondare la corrente del fiume, agevolare il deflusso delle acque e ridurre la pressione. Lo hanno recentemente raccontato l’archeologo Cristian Tassinari e la dottoressa Annalisa Pozzi della Soprintendenza in occasione di una conferenza del Festival del mondo antico. Grazie a gli scavi del 2022 – realizzati in occasione di alcuni interventi di riqualificazione urbana e viaria dell’area – è stato possibile aprire nuove piccole finestre sul passato, capaci di restituire l’immagine originaria del monumento e illustrarne il complesso sviluppo storico. Si sapeva già che il fiume Ariminus era a carattere torrentizio con una grande portata d’acqua che scorreva in maniera piuttosto violenta, per cui il ponte di Tiberio era stato costruito con i piloni orientati in obliquo per assecondare la corrente del fiume e gli speroni frangiflutti sul lato monte per “spezzare” la forza dell’impatto sui piloni. Ciò che invece è emerso recentemente in occasione delle indagini è, che oltre alle arcate del ponte, nel muro delle rampe di accesso al ponte individuate durante gli scavi era presente un altro arco più piccolo, il cui scopo era proprio far passare l’acqua del fiume senza opporre la resistenza del muro, quindi alleggerendo ulteriormente la pressione. Considerata la lunghezza del ponte più la lunghezza delle rampe lato città e lato borgo il ponte acquisirebbe dimensioni importanti che ne confermano il primato.

La storia del ponte, le sue origini, i dettagli sulla sua architettura, l’apparato figurativo e il suo ruolo nei secoli sono contenuti nel volume “Il ponte perfetto. 2000 anni di storia del ponte di Augusto e Tiberio”, a cura di Angela Montemaggi, Orietta Piolanti e Francesca Minak, realizzato da Comune di Rimini, Musei Comunali e con la collaborazione della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio.

Il ponte di Tiberio non è solo elemento identitario della nostra città attraverso i secoli, ma si rivela essere un monumento ancora sorprendentemente attuale, che parla e insegna al mondo di oggi – sottolinea il sindaco di Rimini Jamil SadegholvaadUn’eredità della storia preziosa che abbiamo il dovere di non dare per scontata e che dobbiamo custodire, continuando in quel percorso di tutela e valorizzazione avviato con la pedonalizzazione, che ci ha permesso di ‘liberare’ il ponte dal peso del traffico restituendolo ai cittadini. Oggi proseguiamo con i prossimi interventi per il potenziamento e il miglioramento dell’illuminazione del complesso monumentale, che permetteranno di esaltarne ancor di più l’indiscutibile bellezza”.

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