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la denuncia di un 47enne

"Picchiato dagli agenti dopo l'inseguimento", la Procura apre un'indagine

In foto: le auto coinvolte nell'inseguimento
le auto coinvolte nell'inseguimento
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 3 min
Gio 5 Mar 2026 18:52 ~ ultimo agg. 19:26
Tempo di lettura 3 min

Avrebbero dichiarato il falso, fornendo una ricostruzione dei fatti mendace. Non solo, perché durante le fasi dell'arresto lo avrebbero bloccato a terra schiacciandogli la testa con i piedi e procurandogli la frattura del setto nasale. A sostenerlo è un 47enne pugliese, residente a Misano Adriatico, assistito dall'avvocato Stefano Caroli, che ha sporto querela nei confronti dei tre agenti della polizia Locale di Rimini che quella sera lo avevano arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, reati per i quali ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione, pena sospesa. 

Era stato proprio il giudice a trasmettere gli atti in Procura dopo che in udienza aveva domandato all'imputato come mai avesse il volto tutto tumefatto. Quelle lesioni, stando alle affermazioni del 47enne, erano riconducibili alla condotta violenta dei tre agenti e non all'incidente verificatosi al termine dell'inseguimento. Salvo, però, specificare, che essendo stato faccia a terra, non aveva potuto vedere chi lo aveva colpito. Nella denuncia si evidenzia anche un'errata ricostruzione dei fatti. Sarebbe stata l'auto civetta della Polizia Locale a provocare volontariamente la collisione con l'Audi Tt del pugliese, sorpassandolo e tagliandogli la strada prima di aver completato la manovra, e non il contrario. Una tesi sostenuta anche dal consulente tecnico di parte incaricato dall'avvocato Caroli sulla base dei rilievi oggettivi effettuati dai carabinieri di Rimini e sulla base delle immagini fotografiche disponibili.

L'inseguimento era nato intorno alle 21.30 del 9 dicembre 2025, dopo che il 47enne aveva tentato di eludere il controllo degli agenti, a San Lorenzo in Correggiano, per paura che scoprissero la mezza dose di cocaina che nascondeva in auto. La Tt, secondo la versione degli agenti, avrebbe speronato una prima volta l'auto civetta all’altezza di via Pradella e poi ancora in via Macanno, all'intersezione con via Varisco, a Rimini. La Suzuki S-Cross con i tre agenti a bordo era carambolata contro un palo dell'illuminazione e poi contro una ringhiera. A riportare le conseguenze peggiori erano stati proprio i tre pubblici ufficiali, trasportati in ospedale e dimessi con prognosi tra i 30 e 15 giorni. Nel bagaglio della Tt furono trovate una parrucca e un paio di scarpe da donna. Il controllo era nato a seguito di alcune segnalazioni per furti.    

Sull'accaduto ora indaga come atto dovuto la Procura di Rimini, chiamata a ricostruire cosa accadde esattamente quella sera. I reati ipotizzati dal querelante sono lesioni personali, falso in atto pubblico, calunnia e danneggiamento. 

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di Redazione
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