Perché l’incidente di Giuliano per ora non è collegato all’omicidio di Pierina
In Procura a Rimini c’è un fascicolo aperto per lesioni gravi contro ignoti. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, riguarda quanto accaduto la mattina del 7 maggio scorso a Giuliano Saponi, uno dei tre figli di Pierina Paganelli, trovato riverso sull’asfalto all’altezza del civico 151 di via Coriano – a 50 metri dalla sua abitazione di via del Ciclamino 31 – da un’ambulanza che transitava di lì per caso.
Giuliano era incosciente, aveva delle gravissime lesioni al volto e alla testa. Finirà in coma per più di un mese. Quella mattina il marito di Manuela Bianchi era uscito di casa intorno alle 5.30 in bici per recarsi a lavoro, all’inceneritore di Coriano. Il suo turno iniziava alle 6. Era stata proprio la moglie a lanciare per prima un appello sui social per chiedere a chiunque avesse delle informazioni utili di farsi avanti. I legali della famiglia Saponi, gli stessi che rappresentano Giuliano, Chiara e Giacomo come parti offese nell’omicidio della loro madre Pierina, lo scorso giugno avevano escluso la caduta accidentale: “Le gravissime lesioni riportate dal ciclista al volto e al cranio sono incompatibili con una caduta accidentale e fanno pensare ad un urto con un veicolo che procedeva ad elevata velocità o ad una feroce aggressione”.
Dopo l’omicidio di Pierina è tornata prepotentemente in voga sulle tv nazionali la pista dell’aggressione subita da Giuliano, magari collegata in qualche modo al delitto. Il mistero nel mistero, l’ombra di un killer che prima ha ridotto in fin di vita Giuliano e poi ucciso brutalmente la madre. Un’ipotesi che al momento, però, non sta in piedi e si scontra con gli accertamenti svolti dal perito della Procura, che nella sua relazione parla di un colpo frontale a forte velocità contro un oggetto con una superficie ampia e piatta, compatibile con lo specchietto di un veicolo alto, come quello di un suv, di un furgone o di un mezzo pesante. Lesioni da incidente stradale, quindi, non da aggressione premeditata. Questo è il quadro alla luce degli elementi raccolti fin qui dalla Procura, che un domani potrebbe sempre mutare in caso di nuove prove o testimonianze.
Lo stesso Saponi, sentito dalle forze dell’ordine a inizio settembre, quando le sue condizioni di salute sono decisamente migliorate, ha dichiarato di non avere nemici o sospetti particolari verso nessuno. Di quella mattina, purtroppo, lui non ricorda nulla e, ad oggi, nessun testimone si è fatto avanti. Le indagini anche in questo caso proseguono alla ricerca di un responsabile.










